Paternò. La Napoli della “munnizza” siciliana

di Mirko Tomasino

Nessuno sciopero degli operatori ecologici che abbia provocato lo scempio e il disordine nelle piazze e nelle strade paternesi. Stavolta, a creare degrado e sporcizia è servita solo l’inciviltà dei cittadini paternesi, popoloso comune in provincia di Catania.
Nel febbraio del 2010 furono proprio gli operatori alla nettezza urbana a creare scompiglio a causa di un lungo sciopero ma adesso il quadro che si profila nella città del ministro Ignazio La Russa è davvero sconfortante.
Frigoriferi, televisori, divani e molto altro accatastati in corso Marco Polo, in via Estonia e Gaudio e nell’area ambientale delle Salinelle, ormai vere discariche a cielo aperto. I cassonetti, apposti dal comune per permettere la raccolta differenziata sono pressocchè vuoti a fronte dell’inciviltà dei cittadini che preferiscono accumulare i rifiuti per strada.

Proprio in via Gaudio, qualche disperato, nei giorni precedenti, ha dato fuoco ai rifiuti presenti anche se gesti sconsiderati del genere non agevolano la tragica situazione.

Abbiamo denunciato all’Ato Simeto Ambiente i disservizi – spiega il sindaco Pippo Failla – che si sono verificati in questi giorni a causa del fatto, mi si dice, che il personale del consorzio è stato messo in ferie e non è stato sostituito. Inoltre abbiamo segnalato la situazione al prefetto. Purtroppo da tre anni non faccio altro che denunciare l’inefficienza del sistema, perché è molto laborioso. I controlli che fa il Comune diventano spesse volte privi di qualsiasi effetto». Nell’immediato, per fronteggiare l’emergenza discariche abusive, la polizia municipale ha intensificato i controlli, con multe per chi getta i rifiuti lungo le strade. «Ogni giorno si elevano circa 20 contravvenzioni» dice l’assessore ai Servizi pubblici, Luca Martino. Altri due problemi rendono il quadro più critico: le campane delle differenziata e la cenere vulcanica caduta lo scorso 20 agosto. Le prime sono da settimane stracolme perché evidentemente di numero insufficiente.
La situazione rimane incerta a fronte della precarietà con cui l’amministrazione comunale paternese affronta il problema, ed eventuali scelte (vedi Napoli) come l’invio dei militari non sembra la soluzione più opportuna.
Forse, lavorare più sul senso di civiltà dei cittadini sarebbe il rimedio più credibile ed efficace.

12 settembre 2011

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