Medaglia d’oro per Enzo Bianco. Aria di “Primavera” a Catania

enzo biancoL’avevamo lasciato tredici anni addietro mentre prendeva un volo per Roma, destinazione Viminale, Ministero degli Interni, lasciando la città nelle mani del centrodestra. Da allora, Enzo Bianco, ha condotto una brillante carriera politica, culminata con la sua ultima elezione al Senato in occasione delle nazionali del 2008. Già alcuni anni prima, nel 2005, aveva tentato di sottrarre il posto di primo cittadino all’uscente prof. Umberto Scapagnini, riconfermato poi in una tornata elettorale al chiaroscuro per la nostra Catania.
Adesso i dati parlano chiaro. Enzo Bianco, 50,6 percento, Raffaele Stancanelli, sindaco uscente per il centrodestra, 36 percento circa. Uno a zero, e palla al centro per tutte le coalizioni del centrosinistra, non solo a Catania.
La città esce da una fase agonizzante. Disoccupazione ai massimi storici, servizi sociali azzerati, trasporto pubblico fatiscente e una cultura della civiltà che va recuperata a tutti i costi.
Enzo Bianco è stato molto chiaro: bisogna ripartire dal lavoro e il “patto per il lavoro” è la prima emergenza che il nuovo sindaco appronterà per la città.
Della passata Amministrazione ben poco da dire. Nessuno vuole mettere sulla croce Raffaele Stancanelli, poichè gli è stata affidata una città in piena emergenza sociale ed economica e riuscire a traghettarla a livelli di normalità non è stato semplice. Certamente, usciti dalla fase emergenziale, dal centrodestra ci si aspettava un guizzo in più. La linea Brt (Bus rapid transit) è il classico esempio di cravatta in seta su un vestito a basso costo: una linea veloce, inaugurata due mesi prima delle elezioni, a fronte di un servizio di trasporto pubblico che fa acqua da tutte le parti.
Lo stesso dicasi per l’inaugurazioni di piazze (Piazza Europa) ancora cantieri aperti per la città o di altri provvedimenti che avevano il sapore profondo di campagna elettorale.
Enzo Bianco, ieri, si è insediato ufficialmente. La città lo ha accolto bene ma non deve cullarsi della sua felice stagione politica catanese in qualità di sindaco. La gente non vive e non mangia con i ricordi e proprio da lui, l’intera cittadinanza, si aspetta molto.

Mirko Tomasino
16 giugno 2013

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