Scapagnini: è l’ora dei conti?

di Mirko Tomasino

Due anni e quattro mesi. Questa la richiesta del pm Andrea Ursino nei confronti dell’ex sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, in relazione al buco di bilancio – ormai tema storico per gli etnei – durante i suoi quasi otto anni di amministrazione. Nonostante la magistratura catanese viva un momento di luci ed ombre ( la sentenza del Csm su Gennaro e lo stralcio dell’inchiesta Iblis a carico dei fratelli Lombardo operata dal procuratore reggente Patanè), per ciò che concerne l’ex primo cittadino etneo sembra si voglia fare sul serio.

Il Pubblico Ministero ha richiesto la stessa condanna anche per l’ex ragioniere generale Vincenzo Castorina e per l’ex assessore al Bilancio Francesco Caruso. Nessun catanese ha di certo dimenticato lo stato comatoso in cui imperversava Catania soprattutto negli ultimi due anni di amministrazione a guida Scapagnini, anche se l’intera cittadinanza ha sempre elogiato il senatore pidiellino per la frenetica progettualità e l’intenso attivismo sociale ed economico che contraddistinse il suo primo mandato. Adesso, se veramente la Giustizia è un tema che deve interessare ogni singolo cittadino, è giusto che qualcuno paghi, ma si spera che non sia solo il medico di Berlusconi a pagarne le conseguenze ma anche parte degli assessori e della ragioneria che perseverarono scelte scellerate per il bene della città. Catania ha bisogno di ordine e per ripartire da esso deve farlo attraverso un giustizia che anteponga gli interessi del cittadino a quella dei politici locali, di destra o di sinistra che siano. E’ un atto dovuto a una città da oltre un decennio abbandonata a se stessa.

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