Dalla preferenza maschile alla successione neutra: il futuro dei troni europei è al femminile
Negli ultimi anni le monarchie europee stanno vivendo una fase di profondo rinnovamento generazionale. In Paesi come la Spagna, il Belgio, la Norvegia, la Svezia e i Paesi Bassi, le future sovrane saranno donne: un cambiamento significativo rispetto a una tradizione secolare che privilegia il primogenito maschio nella successione al trono. Si tratta di un passaggio storico importante, che segna l’evoluzione delle monarchie verso modelli più paritari. Le numerose principesse appartenenti alla Generazione Z e ai Millennials, destinate a diventare regine, hanno attirato l’attenzione dei media internazionali, trasformando questa transizione in un simbolo di modernità e cambiamento.
Dalla preferenza maschile alla primogenitura assoluta
Per secoli, nelle monarchie europee ha prevalso la primogenitura con preferenza maschile: il primo figlio maschio nato dall’unione tra re e regina era destinato a diventare sovrano. Se la primogenita era femmina, poteva ereditare il trono solo in assenza di fratelli maschi; un fratello minore, infatti, aveva comunque la precedenza su di lei. Questo sistema rifletteva una società profondamente patriarcale, nella quale il potere dinastico era legato al genere maschile.
Negli ultimi decenni, però, molte monarchie hanno avviato un processo di riforma introducendo la primogenitura assoluta, basata esclusivamente sull’ordine di nascita e non più sul sesso dell’erede. La Svezia è stata pioniera nel 1980, seguita dai Paesi Bassi nel 1983, dalla Norvegia nel 1990 (valida per i nati dopo la riforma) e dal Belgio nel 1991. In tempi più recenti, anche la Danimarca (2009), il Lussemburgo (2011) e ilRegno Unito (2013, per i nati dopo il 28 ottobre 2011) hanno adottato lo stesso principio. Questo cambiamento testimonia un’evoluzione significativa verso la parità di genere anche all’interno delle istituzioni monarchiche.
Una nuova generazione di future regine
Gli effetti di queste riforme sono oggi sempre più visibili. Nei prossimi decenni, diversi troni europei potrebbero essere occupati da donne, segnando una presenza femminile senza precedenti nella storia recente delle monarchie. In Norvegia l’erede è la principessa Ingrid Alexandra; nei Paesi Bassi la principessa Catharina-Amalia; in Belgio la principessa Elisabeth; in Svezia la principessa Estelle. Tutte primogenite, tutte destinate a regnare grazie a un sistema che non distingue più tra figli e figlie.

La principessa Elisabeth di Belgio, prima futura regina regnante del Paese.
Foto: IPA
La Spagna rappresenta un caso particolare: mantiene formalmente la preferenza maschile, ma l’attuale erede è la principessa Leonor, primogenita del sovrano e senza fratelli maschi. La sua posizione riapre il dibattito su una possibile riforma anche in questo Paese.

Leonor di Spagna e suo padre il re Felipe.
Foto: JUANJO MARTIN/Getty Images
L’ascesa di future regine appartenenti alla Generazione Z e ai Millennials non è solo un fatto dinastico, ma il simbolo di una trasformazione culturale: una monarchia più moderna, inclusiva e fondata sull’uguaglianza, dove il diritto al trono dipende dall’ordine di nascita e non dal genere.




