Quarant’anni fa le Olimpiadi invernali di Sarajevo: i Giochi ieri e oggi
Storie
19 Febbraio 2026

Quarant’anni fa le Olimpiadi invernali di Sarajevo: i Giochi ieri e oggi

Furono le Olimpiadi di tutti, anche se i suoi effetti vengono ricordati oggi con amarezza. Oggi la pista è ben diversa, ma forse le illusioni sono le stesse.

di Jasmine Gheorghe

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Dall’8 al 19 febbraio 1984, i Giochi olimpici invernali si tennero a Sarajevo, capitale della Repubblica jugoslava di Bosnia ed Erzegovina.

Fu la prima volta che la regione, come provato dallo studio dell’OCSE Le possibilità e i problemi dello sviluppo turistico continentale in Jugoslavia, fu dichiarata idonea per ospitare le Olimpiadi. Furono anche i primi Giochi disputati in un paese socialista e, per di più, non allineato.

Con un programma composto da 10 discipline, i Giochi si chiusero con i seguenti colossi sul podio: la Germania Est, L’Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Mentre ci avviciniamo alla fine delle Olimpiadi odierne, è fondamentale gettare uno sguardo anche al passato.

Il mondo, soprattutto l’Europa e la sua frontiera orientale, aveva un volto diverso, segnato dalla Guerra Fredda. Sport e geopolitica apparivano strettamente collegati, cosa valida ancora oggi: erano del resto gli anni dei boicottaggi (l’ultimo a Mosca, nel 1980). 

Fonte: Olympics.com

Sarajevo tuttavia rappresentava un luogo altro, un attimo di respiro. Non a caso i Giochi del 1984 passarono alla storia come “Olimpiadi di tutti”. Ciò venne percepito a pieno durante la cerimonia di inaugurazione dell’8 febbraio, amplificata dal fatto che la neve era caduta proprio la notte prima, quando tutti sembravano aver perso le speranze.

I Giochi si tennero senza problemi né sintomi della guerra che avrebbe stravolto la città, otto anni dopo. Sul sito del CIO, l’edizione di quell’anno viene ricordata come caratterizzata da identità e orgoglio non toccati dal conflitto, nonché con un’eredità vivente di pace. La quiete prima della tempesta.

Se nel 1984 l’obiettivo delle Olimpiadi fu probabilmente di ostentare valori come l’unità nazionale e la capacità di creare un ponte tra blocchi diametralmente opposti, qual è il compito di quelle correnti? In un quadro di crisi permanente, probabilmente l’obiettivo di Milano Cortina 2026 è ribadire la resilienza europea di fronte a diversi conflitti (vicini e lontani), nonché promuovere la sostenibilità ambientale e la rigenerazione urbana.

Eppure, sia ieri che oggi, la neutralità che viene sbandierata sembra solo apparente, di qui il dubbio comune: le Olimpiadi rappresentano veramente una tregua?