Precari e “papabili”: la storia incredibile di un militare che doveva essere assunto permanentemente ma che è rimasto a casa

di Loris Tarli

Un viaggio assurdo nel mondo dei Corpi Militari Ausiliari dello Stato, dove tutto è possibile, anche “giocare” con la vita degli uomini.

Era un tenente delle forze di completamento dell’esercito italiano, la moderna riserva delle nostre forze armate, con numerosi richiami alle spalle che gli avevano fruttato elogi e stima da parte dei suoi superiori. Note caratteristiche eccellenti e uno stato di servizio impeccabile, aveva superato positivamente il corso propedeutico per il passaggio al grado superiore presso la Scuola di Fanteria di Cesano e il previsto periodo di affiancamento al comandante di compagnia in un reparto dell’area operativa.

Eppure, quest’uomo, un ufficiale con la “U” maiuscola, molto preparato in vari settori e ineccepibile dal punto di vista formale, è stato “scaricato” proprio da chi l’aveva tanto decantato. Il tenente R. M. (mettiamo solo le iniziali), aveva un lavoro di responsabilità nella vita civile. Gestiva uomini, materiali, ed era molto stimato dai suoi capi, tanto da ricevere lettere di ringraziamento anche da parte degli imprenditori per i quali aveva lavorato nel corso delle sue esperienze lavorative. Aveva accettato di esser richiamato alle armi perché amava la divisa e credeva fosse un dovere sacrosanto per ogni cittadino servire, all’occorrenza, il proprio paese.

Ma questa sua passione gli era costata il posto di lavoro e, una volta congedato, aveva dovuto fare i conti con la disoccupazione. Si era rivolto al Capo dello Stato, al Ministro della Difesa e a tutti coloro che rivestono cariche politiche affinché prendessero in esame il suo delicato caso, ma le risposte erano le solite frasi fatte, parole con cui si cerca di scaricare l’interlocutore ad ogni costo lavandosene le mani. Il Tenente voleva solo evidenziare che le normative vigenti in materia di conservazione del posto di lavoro per i richiamati alle armi, non offrivano nel concreto delle vere garanzie di tutela dell’impiego e per questo, vista anche la sua età, che non permetteva un facile reinserimento nel mondo del lavoro, aveva più volte chiesto una sistemazione all’interno della Forza Armata che non era mai arrivata.

Anche i richiami, dopo i suoi appelli alle autorità dello Stato si erano fermati misteriosamente, come se il suo nome fosse stato inserito in una black list delle persone “scomode” all’Amministrazione Militare. Un ultima opportunità di partire si era verificata proprio quest’anno. L’ufficiale aspettava un richiamo alle armi presso un Comando di Firenze già da mesi ma lo Stato Maggiore dell’Esercito, l’ente preposto ad autorizzare “la chiamata” del personale direttivo ha detto NO!

Che ci sia qualcosa di strano in tutta questa storia lo si capisce già osservando la documentazione in possesso dell’ex militare dove abbiamo rinvenuto addirittura una lettera dell’Esercito, con un errore madornale poi corretto alcune settimane dopo con una nuova comunicazione. Si tratta di una lettera nella quale la Forza Armata comunica al datore di lavoro del tenente un periodo di richiamo alle armi sbagliato, dimenticando cioè alcuni mesi. Da ciò possiamo ben comprendere cosa possa aver passato quest’uomo in termini di ingiustizie e sofferenze, per poi essere “ricompensato” dallo Stato con un calcio nel di dietro e l’indifferenza totale. Ma non finisce qui.

Un’ennesima fregatura arriva nel 2010 con un’altra istituzione militare e umanitaria: il Corpo Militare Ausiliario dell’Esercito Italiano – ACISMOM. Una cosa vergognosa che ha dell’incredibile, ma che l’ufficiale ha documentato adeguatamente. Un fatto segnalato ai vertici della Forza Armata, tra cui il Ministro della Difesa, dal quale tuttavia non ha mai ricevuto risposta.

Dopo oltre due anni trascorsi senza un lavoro, nel luglio del 2008 il Tenente M. aveva rilevato una piccola attività commerciale. L’uomo stava tentando di rilanciare un’edicola che da alcuni anni si trovava in condizioni pessime, quasi prossime al fallimento, ma il suo impegno e la sua dedizione al lavoro lo stavano premiando. Nel marzo del 2010, però, una telefonata cambia nuovamente tutta la sua vita. E’ il comandante dell’ACISMOM che gli annuncia l’imminente ingresso nel nucleo permanente di mobilitazione del Corpo, in virtù di una domanda presentata dall’ufficiale alcuni anni prima e che aveva dato luogo a una graduatoria di merito.

L’alto ufficiale lo invita a richiedere l’impiego inviando una richiesta scritta direttamente al Comando di Roma. M. non crede più ai suoi occhi, è felicissimo e non vede l’ora di tornare a indossare l’uniforme. Mette subito in vendita la sua attività per non farsi trovare impreparato alla ricezione del messaggio di richiamo in servizio e poco tempo dopo trova un acquirente. Ma la sorpresa finale deve ancora arrivare. E’ trascorso circa un mese da quel lieto contatto quando il tenente viene nuovamente chiamato dall’ACISMOM.

Al telefono è un Maggiore della segreteria del comandante che gli evidenzia l’impossibilità a procedere all’assunzione, principalmente per motivi legati al grado: essendo iscritto nel quadro di avanzamento a capitano dell’esercito, in caso di assunzione da parte dell’ACISMOM, gli sarebbe stato riconosciuto lo stesso livello e ciò era incompatibile con i regolamenti. L’uomo non ci vede chiaro e chiede anche l’accesso agli atti della procedura valutativa che aveva portato alla redazione della graduatoria.

Si reca sul posto e si rende conto che nessuna legge o normativa ostacolava una sua eventuale assunzione. Capisce così di essere stato ingannato e scrive al Capo di SME e al Ministro della Difesa ma quest’ultimo non risponde. Si informa così da alcuni amici e avvocati che gli evidenziano la difficoltà a procedere contro quel particolare Corpo  Militare in quanto l’ordine di Malta è pur sempre uno Stato Sovrano.

Oggi, a distanza di un anno da questi tristi avvenimenti, il Tenente M. è ancora in attesa che gli venga riconosciuto quell’impiego e che qualche alta carica dello Stato, italiano o dell’ordine di Malta lo contatti al più presto. Noi di 2duerighe abbiamo riportato i fatti così come ci sono stati raccontati e come appaiono dalla documentazione in possesso dell’ufficiale, tutta in originale. Ci auguriamo che organizzazioni del calibro delle Forze Armate dello Stato e dell’Ordine di Malta, che ricordiamo ha carattere umanitario, provvedano una volta per tutte a sanare questa spiacevole situazione, nei confronti di un uomo veramente molto capace  e che ha sempre servito lo Stato con dedizione incondizionata alle attività d’istituto.

 

 

 

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