Censimento on-line 2011: ancora problemi nell’accesso

Dopo aver ricevuto una mail da una nostra lettrice, Irene P, scriviamo questo articolo per parlarvi di alcuni problemi che gli italiani hanno riscontrato sul sito dove poter compilare il censimento online. Un servizio telematico che può far risparmiare tempo e migliorare la valenza del censimento stesso.
Fin dal primo giorno di attivazione (ovvero dal 10 ottobre) il servizio online ha avuto seri problemi di funzionamento, dovuti, spiegò l’Istat, al: “grande afflusso di utenti che ha creato di conseguenza rallentamenti e difficoltà di accesso. Stiamo lavorando per aumentare la potenza del sistema installato”.

Problema questo che ha causato disagi a centinaia di italiani, soprattutto nei primi giorni, tanto che perfino un’ex consigliere comunale di Bologna, Nicolò Rocco di Torrepadula, aveva denunciato il suo disagio con queste parole:
“Complimenti vivissimi! Dopo avere sbandierato l’obbligo di compilare il censimento, possibilmente il 9/10 e preferibilmente on-line, da bravo cittadino mi sono seduto stamani davanti al computer per compilare on-line, il questionario e, dopo un’ ora di tentativi di connettermi al sito e aprire il modulo, è comparso un messaggio, chissà perché in inglese visto che siamo in Italia, che mi dice che il servizio di compilazione on-line al momento non è disponibile. Ho provato allora a chiamare il numero verde 800.069.701 per avere assistenza ma, dopo essere riuscito a trovare la linea libera, cosa tutt’altro che facile, una sbrodolata di parole, 95% inutili, mi ha detto semplicemente che nessun operatore era al momento disponibile e di richiamare più tardi o mandare una mail a: [email protected], cosa che sto facendo. Se la buona riuscita di questo censimento si vede da questo inizio, che definirei tragicomico, auguri per il prosieguo!”.
C’è da dire che con il passare dei giorni (siamo ormai a fine novembre) i problemi di accessibilità dovuti alla gran mole di traffico sono diminuiti drasticamente, ma ne sono anche sorti degli altri.
La lettrice che ci ha contattato e che ci ha spinto a scrivere quest’articolo ci ha dato questa testimonianza:
“Convinta di poter effettuare  il censimento on line non mi sono preoccupata di consegnare il cartaceo al mio comune di residenza, l’altro ieri, quindi ancora in tempo, mi sono connessa sul sito per il censimento onde poter effettuare la compilazione on line, ma dopo vari vani tentativi di accesso mediante l’utilizzo del mio codice fiscale e della password indicata in basso a destra sulla prima pagina della dichiarazione, ho chiamato il numero verde. Mi ha risposto un operatrice del call center di riferimento dicendomi che se non mi era possibile l’accesso voleva dire che non mi avevano assegnato una password corretta, che non sono l’unico caso ma uno dei molti, quindi ho dovuto obbligatoriamente recarmi agli uffici del comune perdendo ben tre ore di retribuzione perché ho dovuto chiedere un permesso di uscita dal lavoro. Una perdita di tempo e di lavoro molto grave per le mie “tasche” soprattutto visto i tempi che corrono”.
Dopo aver effettuato varie ricerche abbiamo constatato che il problema della nostra lettrice è comune a molti altri cittadini. Così un servizio che aveva lo scopo principale di “semplificare” ha finito con il far perdere ancor più tempo, ed è il caso di dirlo di danaro, di quanto se ne perdesse prima quando era in vigore solo il modello cartaceo. C’è altresì da dire che, come ogni innovazione, è quasi sempre impensabile che le cose vadano “lisce” fin dal primo giorno, ma qui si tratta pur sempre di un servizio offerto dallo stato e che quindi dovrebbe esser in grado di fornire il massimo della professionalità e dell’efficienza. Come ci hanno fatto notare alcuni nostri lettori, prima di rendere pubblico un servizio si deve avere la certezza di esser in grado di gestire la quantità di richieste.
Oltre a problemi con la password, vi sono anche problemi nell’upload dei dati, cosa significa? Che spesso bisogna reinserire i dati da capo, un dispendio di tempo enorme vista la mole di informazioni da inserire.
A tal proposito ci ha fatto riflettere una mail arrivata in redazione da un altro nostro lettore, Armando L, che ci ha scritto: “In Siria il “governo” di Assad ha pagato una ditta italiana per far installare un programma in grado di sorvegliare il traffico web di tutti i cittadini, perché lo stato italiano non chiede aiuto a questa ditta? Sicuramente sarebbe una richiesta più etica; ma poi possibile che quelli riescono ad installare programmi in grado di monitorare il traffico di una nazione e noi non siamo nemmeno in grado di far funzionare il sito dell’Istat?”.
Questo è il punto della situazione che quest’oggi offriamo ad Irene P., ad Armando L. ed agli altri lettori di 2duerighe. Nel qual caso dovreste trovare ancora problemi nella compilazione del censimento online vi ricordiamo che si può anche consegnare il modello cartaceo nei centri di raccolta o nell’ufficio postale più vicino alla vostra abitazione e che per farlo c’è tempo fino a fine anno.

In queste ore dopo la pubblicazione del seguente articolo ci è arrivata in redazione un’altra testimonianza. Questa volta il lettore vuole rimanere anonimo per ovvi motivi che tra poco capirete.

Il lettore in questione ci scrive: “Salve, ho appena letto il vostro articolo dopo che sono decine di minuti che provo ad accedere al sito del Censimento 2011 in quanto rilevatore del mio comune. Capisco che le persone si possano lamentare del mal funzionamento del sito in questione per poter compilare il proprio questionario, ma pensate un pò il disagio che può dar ciò a chi ci deve lavorare! Io ho più di 700 questionari cartacei da revisionare e caricare sul sito dell’ISTAT tramite un apposito programma riservato (SGR) che ha iniziato ad essere funzionante nella seconda metà di ottobre e che tuttora continua a dare problemi, che non ha ancora funzionante un’intera sezione (per l’inserimento dei dati della LISTA A dei questionari cartacei). Io mi ritrovo la casa invasa da 500 questionari che non posso evadere e quindi riconsegnare all’ufficio comunale, lavoro 6 giorni su 7, ho una bimba di 2 anni e l’unico momento che ho a disposizione per portarmi avanti il lavoro-censimento è dopo cena…e il sito non funziona maiiii!!!! … e quando funziona se stai fermo per un paio di minuti ti richiede la password e l’username… un incubo, insomma.
Purtroppo i soldi servono sempre (e chissà quando li vedrò!), altrimenti non avrei neppure fatto domanda per lavorare al mio comune, ma se penso che dovrò andare di porta in porta a ritirare tutti quei questionari che non sono stati consegnati sto male… se il sito funzionasse sarebbe molto meno faticoso anche il mio lavoro! Nessuna spesa rimborsata e lo stipendio in base al numero di questionari raccolti…che sfruttamento.”

Una realtà questa che ci fa capire ancora meglio quanto mettere in moto un servizio inefficiente non fa altro che creare maggiori problemi, non solo a chi il servizio lo riceve ma anche chi lavora per portare al termine la raccolta dei questionari. Penso che le parole del lettore anonimo parlino chiaro, non c’è quasi bisogno di aggiungere altro.

Qualche dato informativo sul 15° censimento generale della popolazione italiana:

Fin ora sono stati consegnati oltre 12 milioni di questionari (29 milioni di italiani), di questi il 37,6% via web, il 32,2 dagli uffici postali ed il 30,2 tramite i centri di raccolta. Ciò significa che la maggior parte degli italiani, ovvero il 62,4%, vista l’inefficienza del servizio on-line ha preferito continuare ad usare il modello cartaceo.

a cura di Enrico Ferdinandi

23 novembre 2011

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