Batman, Parte 5 – Gioco finale

Batman, Parte 5 – Gioco finale

I numeri #37-42 sono forse i più importanti di tutti.

Sotto il nome di Gioco finale si racchiude infatti la saga più corta, ma più entusiasmante dell’intero arco narrativo.

Molto tempo dopo Morte della famiglia, torna violentemente il Joker, rinato, rinvigorito, con la sua faccia perfettamente ricostruita. Dopo i catastrofici eventi di Batman Eternal, uno stremato Bruce Wayne viene assalito niente meno dalla Justice League che ha la chiara intenzione di ucciderlo.

Nonostante in confronto a Batman i supereroi della League appaiono come déi, lui riesce a neutralizzarli fino allo scontro con Superman.

Il confronto tra questi due personaggi, i più importanti della DC, è da sempre scenario di polemiche e scontro. Non può che concludersi quindi con un pareggio, ma teniamo a mente queste primo episodio, emblematico e simbolico per dare un senso al finale della saga.

La League è stata compromessa dal virus di Joker che porta a uno stato di euforia omicida e la tecnologia di Batman non riesce a contrastarlo.

Joker è riflessivo, metodico, ma estremamente feroce e spietato. Sembra un Joker diverso dall’ultimo messo in scena, un Joker che non vuole più giocare, ma chiudere definitivamente la partita.

In questa saga le sue origini sembrano risalire alle fondamenta di Gotham stessa, elevando il clown a un essere superiore, ancestrale, immortale.

Le paure di Bruce prendono così forma, un Joker immortale è forse il suo più grande incubo.

La bellezza si questa saga è la riflessione sulla natura di Batman: il supereroe con i limiti più evidenti: Non ha super poteri, non è immortale, non ha nessuno alle sue spalle. Batman è un uomo, eppure il suo poter sembra essere proprio questo, la mortalità, la consapevolezza, il limite. Batman può essere ciò che è solo grazie a questa tremenda consapevolezza, l’oscurità e la morte sono temi permeanti questo personaggio ma non ne è vittima, li accoglie.

Nel tragico finale, morte e limite sono i concetti al centro dello scontro, che da fisico si eleva a una lotta ideologica e spirituale. Da notare che ogni volta che Snyder scrive del clown, i richiami a The Killing Joke sono evidenti, soprattutto nel rapporto tra Batman e Joker, che da nemici sembrano essere, talvolta, amici.

Bellissime le parole pronunciate da Alfred in una conclusione straziante e riflessiva che chiude una delle saghe più alte dedicate al cavaliere oscuro:

« La storia di Batman sarà sempre una tragedia, Batman avrebbe potuto vivere per sempre ma ha scelto di non farlo. Batman muore come succede a ognuno di noi, è questa la sua forza, la cosa che lo rende immortale. Perché dice che in questo è con noi, dice che dobbiamo vivere con coraggio il nostro tempo limitato e sorridere al vuoto ».

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