Devil, l’uomo senza paura

Devil, l’uomo senza paura

Protagonista di una fortunata serie televisiva distribuita da Netflix giunta alla seconda stagione, e di una meno fortunata trasposizione cinematografica datata 2003, Daredevil (conosciuto in Italia come Devil) è uno dei personaggi più interessanti dell’universo fumettistico Marvel.

 

Siamo nel 1964 e la fantasia del leggendario Stan Lee ha già lasciato un segno indelebile nella storia dei comics dando alla luce personaggi come I Fantastici Quattro, L’Uomo Ragno e gli X-Men. Il sorridente Stan è pronto ad aggiungere un altro personaggio nella famiglia Marvel, seguendo ancora una volta la formula che ha fatto la fortuna della “Casa delle Idee”, proporre degli eroi in cui il lettore potesse immedesimarsi, la cui caratteristica principale fosse una straordinaria umanità e fragilità (chi potrebbe mai immedesimarsi in un kriptoniano volante e imbattibile?), insomma dei supereroi con superproblemi.
Il personaggio in questione è sicuramente quello che più incarna questa formula, si tratta infatti del primo supereroe al mondo portatore di handicap, un supereroe cieco.

Nell’Aprile di quell’anno esce il primo numero di Daredevil, scritto da Lee e disegnato da Bill Everett (ideatore del primo supereroe Marvel: Namor, il Sub-Mariner).

Daredevil è l’alter ego di Matthew Murdock ragazzo nato ad Hell’s Kitchen quartiere proletario e malfamato di New York, figlio di Jack “Battlin” Murdock, un pugile locale.
In quello che sembra un giorno come tanti Matt nota un anziano non vedente che sta per essere investito da un camion, con un gesto di estremo coraggio il ragazzo riesce a salvarlo pagando però un caro prezzo, il contenuto radioattivo di uno dei barili trasportati dal camion finisce sul volto di Matt, privandolo per sempre della vista. Costretto in un’eterna oscurità Matt scopre però che il resto dei suoi sensi ha subito uno straordinario sviluppo, inoltre l’incidente che l’ha privato della vista gli ha lasciato in dono un senso radar che gli permette di percepire gli oggetti intorno a se.
Un altro evento cruciale nella vita di Murdock è la morte del padre, freddato dalla mafia locale dopo il rifiuto di truccare un incontro di boxe.
Il riscatto, la vendetta e la sete di giustizia di Matt si sviluppano su due fronti, da un lato seguendo duri allenamenti fisici atti a sviluppare le sue capacità, in secondo luogo tramite il raggiungimento di una laurea in legge e l’apertura di uno studio legale insieme al socio Foggy Nelson.
Matt inizia così a condurre una duplice lotta al crimine, di giorno nelle aule di tribunale e di notte nei vicoli di Hell’s Kitchen nei panni di Daredevil.

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Nonostante il carattere innovativo del personaggio la serie non gode dello stesso successo delle altre testate di casa Marvel.
Le cose cambiano nel 1979 quando arriva al timone della serie un grande innovatore del fumetto americano, Frank Miller.
Miller apporta dei piccoli ma drastici cambiamenti al personaggio, permeando le storie col suo inconfondibile stile spiccatamente Hard Boiled.
I toni della serie cambiano grazie ad atmosfere molto più cupe, Daredevil perde il suo carattere scanzonato diventando un eroe più oscuro e violento, a tratti cinico, legato a doppio filo con la durezza e il degrado del suo quartiere, nelle storie appaiono temi come la morte, la malattia e la tossicodipendenza.
Daredevil torna ad essere popolare grazie al lavoro del creatore di Sin City, che arricchisce la serie con l’introduzione di un personaggio importante come la ninja greca Elektra Natchios e lo sviluppo psicologico dei comprimari e dei nemici storici del diavolo di Hell’s Kitchen: il boss mafioso Wilson “Kingpin” Fisk, il letale killer Bullseye e l’amata Karen Page.

Come fece con Batman in Anno Uno, Frank Miller ri-scrive le origini di Daredevil in chiave moderna e approfondita nella stupenda miniserie Daredevil, the man without fear, disegnata da John Romita Jr.

A contribuire al ritrovato successo del personaggio ci penseranno negli anni successivi il regista e sceneggiatore Kevin Smith e il disegnatore Joe Quesada che con la loro saga Il Diavolo Custode regalano alcune delle pagine più belle della storia di Daredevil.

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Il testimone passa poi prima a Brian Bendis e in seguito a Ed Brubaker che trascinano il personaggio in grandi storie dal carattere noir dalle tinte fosche.

 

Il costume è una buona idea. L’ho cucito io. Dio solo sa come mi sta.
Daredevil, the man without fear.

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