La street art si schiera contro la DAD, a Roma l’opera di Laika

La street art si schiera contro la DAD, a Roma l’opera di Laika
Fonte: Zarabazà

Avevamo già visto come le opere della street artist Laika fossero entrate nelle nostre case attraverso Internet prima ancora di essere cancellate o censurate, poco dopo la fine del primo lockdown nazionale. Oggi torniamo a parlare di questa artista romana che tiene molto al proprio anonimato e lo utilizza per potersi esprimere al meglio: “mascherarmi, rendermi impersonale, serve proprio a far vedere tutto quanto quello che penso”, dichiara in un’intervista per Artslife.

Fonte: profilo Ig Laika

2021: in presenza, in sicurezza

È il nome dell’installazione di Laika che ha accolto gli alunni del Liceo Giulio Cesare in Corso Trieste a Roma il 18 gennaio, giorno di ripresa delle lezioni in presenza nelle scuole secondarie superiori. Acrilico e spray su laptop, un supporto insolito che, al posto del consueto muro, accoglie l’immagine di uno studente nell’atto di liberarsi dallo schermo in cui sembra essere trattenuto. Un chiaro messaggio di cosa pensa l’artista della didattica a distanza, che per mesi ha tenuto in casa studenti di ogni età e che pare – per il momento – una parentesi chiusa, salvo per le regioni ancora in zona rossa. Molti ragazzi hanno manifestato e protestato a gran voce, contrari alle limitazioni che la Dad porta con sé, a partire dai problemi d’apprendimento fino a quelli sociali. Nel rispetto delle norme anti-Covid gli studenti si riappropriano così di un pezzo di quotidianità che tanto gli era mancata.

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Fonte: profilo Ig Laika

Un esperimento fallito?

In questi giorni si parla molto dell’efficacia della didattica a distanza e si cercano di tirare le somme di questo esperimento forzato. Molti psicoterapeuti bocciano con decisione lo smart learning e tutte le conseguenze negative che ne derivano, una su tutte l’acuirsi delle differenze sociali fra gli alunni e il divario formativo proveniente da una bassa qualità dell’insegnamento. Secondo il 54/mo rapporto del Censis “per il 74,8% dei dirigenti la didattica a distanza ha di fatto ampliato il gap di apprendimento tra gli studenti” anche se “il 95,9% è  molto o abbastanza d’accordo sul fatto che la Dad è stata una sperimentazione utile per l’insegnamento”.

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Fonte: Zarabazà

Una visione in linea con quella dell’artista che, sul suo profilo Instagram posta la foto dell’istallazione e scrive: «Per i ragazzi tornare a scuola è fondamentale per riacquistare la socialità perduta, per permettere agli studenti più in difficoltà di recuperare. Questi mesi hanno dimostrato che la didattica in presenza non è sostituibile”: L’ISTAT segnala che (cito la fonte): “Il 45,4% degli studenti di 6-17 anni (pari a 3 milioni 100mila) ha difficoltà nella didattica a distanza per la carenza di strumenti informatici in famiglia, che risultano assenti o da condividere con altri fratelli o comunque in numero inferiore al necessario”. La scuola dovrebbe essere una priorità per il nostro paese. Le istituzioni hanno l’obbligo di garantire il normale svolgimento delle lezioni rispettando tutte le norme anti-contagio. Negli ultimi anni la spesa per l’istruzione è stata costantemente tagliata: è il momento di invertire la rotta».

Nulla da aggiungere, non credete?

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