Eritrea, tra biodiversità e musica per l’indipendenza

L’Eritrea è un paese situato nel Corno d’Africa, con un’ampia costa sul Mar Rosso. È confinante con Sudan, Etiopia e Gibuti. La capitale è Asmara, conosciuta per la sua architettura coloniale italiana. L’Eritrea ha una popolazione di circa 3,5 milioni di persone, con una vasta gamma di gruppi etnici, tra cui i Tigrinya, Tigre, Saho, Afar e altri. La lingua ufficiale è il Tigrinya, ma l’arabo e l’inglese sono anche ampiamente parlati. L’Eritrea ha una storia ricca e complessa, con un passato di colonizzazione italiana e una lunga lotta per l’indipendenza dall’Etiopia, che ha raggiunto nel 1993. Il paese è attualmente una repubblica unipartitica, con un governo che è stato criticato per le sue violazioni dei diritti umani. L’economia dell’Eritrea si basa principalmente sull’agricoltura, ma il settore minerario sta diventando sempre più importante.
La cultura eritrea è altrettanto ricca e variegata della sua storia. Essa riflette l’influenza delle diverse popolazioni che hanno abitato il paese nel corso dei secoli. L’Eritrea è un mosaico di etnie, con nove gruppi etnici principali, ognuno con la propria lingua, tradizioni e costumi. Tra questi, i Tigrini e i Tigre costituiscono la maggioranza della popolazione. La religione svolge un ruolo importante nella vita culturale dell’Eritrea. Il cristianesimo e l’Islam sono le due principali religioni praticate nel paese, con una presenza significativa di Copti ortodossi. Le chiese rocciose di Tigray, scavate nel cuore delle montagne, sono un esempio impressionante dell’antica tradizione cristiana dell’Eritrea.
Nonostante le sfide politiche e sociali che ha affrontato, l’Eritrea rimane un luogo di straordinaria bellezza e biodiversità, con paesaggi che variano dalle aride pianure del deserto alle rigogliose foreste montane. Iniziando dal litorale, l’Eritrea vanta una delle coste più lunghe del Mar Rosso. Le isole Dahlak, un arcipelago di oltre 200 isole, sono un luogo di particolare interesse. Queste isole sono famose per le loro spiagge incontaminate, le acque turchesi e la straordinaria biodiversità marina, che include delfini, tartarughe marine e una miriade di specie di pesci colorati. Le montagne dell’Eritrea sono un vero e proprio paradiso per gli escursionisti, con sentieri che attraversano foreste di ginepro, prati fioriti e villaggi tradizionali.
Il Parco Nazionale di Semenawi Bahri, situato nella regione delle Highlands dell’Eritrea, è uno dei luoghi più belli del paese. Questo parco è famoso per la sua biodiversità, che include specie endemiche come il babbuino gelada e l’ibex di Walia. Il Deserto di Danakil, situato nella parte orientale del paese, è uno dei luoghi più caldi e inospitali del pianeta. Nonostante queste condizioni estreme, il deserto è di una bellezza mozzafiato, con i suoi paesaggi lunari, le sue sorgenti termali colorate e i suoi vulcani attivi. Il paese ospita anche una straordinaria varietà di flora e fauna. Oltre alle specie endemiche menzionate, l’Eritrea è casa di leoni, leopardi, elefanti e molte altre specie di mammiferi. Il paese è anche un importante punto di sosta per molte specie di uccelli migratori, rendendolo un luogo di grande interesse per gli ornitologi.
La cucina eritrea è un altro aspetto fondamentale della cultura del paese. Essa è caratterizzata da piatti speziati e saporiti, come l’injera, una sorta di pancake fermentato, e lo zighini, uno stufato di carne. Il caffè, servito in un rituale tradizionale che simboleggia l’ospitalità e la comunità, è una parte essenziale della vita quotidiana. Importantissima è anche la musica, che è stata, negli anni che hanno preceduto l’indipendenza del Paese (1991), la colonna sonora importante della battaglia e delle aspirazioni di libertà. Si tratta di musica impegnata, prodotta affinché si formi un solido spirito nazionale. Lo spirito collettivo e comunitario è molto forte nella musica eritrea pensata per essere ballata tutti insieme. Tipico esempio la guayla, danza con movimenti delle spalle e piccoli passi in cerchio.
Una delle ricorrenza degne di nota è quella per l’Indipendenza, che si celebra ogni anno il 24 maggio. La festività contribuisce in modo significativo a trasferire i nobili valori sociali e la storia della lotta del popolo eritreo per l’indipendenza e la salvaguardia della sovranità nazionale. Iniziato nel 1994 con una partecipazione e attività minime, è diventato un evento nazionale annuale dove comunità eritree provenienti da Europa, Nord America, Medio Oriente e Africa descrivono il contributo che hanno dato nel sostenere la lotta armata per l’indipendenza, nel consolidare l’unità e l’identità nazionale, nel nutrire bambini e giovani, così come rafforzare la resilienza degli eritrei della diaspora.