Roma, Pro Loco Tevere City: “Il Tevere non ha bisogno di sogni futuri, ma di soluzioni immediate
Roma, 21 luglio 2025 – Apprendiamo con attenzione, ma anche con una certa preoccupazione, le dichiarazioni del Sindaco Roberto Gualtieri, che durante la Festa dell’Unità ha rilanciato l’idea di un Tevere balneabile entro il 2031, affidando all’Assessorato all’Ambiente l’avvio di un tavolo tecnico sul tema. Un’operazione affascinante, ma che rischia di allontanarsi dalla realtà quotidiana del fiume e di chi lo vive o cerca di farlo vivere. Come Pro Loco Tevere City, nata proprio per tutelare, valorizzare e restituire dignità al tratto urbano del Tevere, sentiamo il dovere di intervenire con fermezza: Parlare oggi di un Tevere balneabile è come proporre di ristrutturare l’attico mentre l’intero edificio è ancora senza fondamenta. Il fiume che attraversa il cuore di Roma soffre ogni giorno di incuria, abbandono, insicurezza. Prima dei sogni servono scelte chiare e coraggiose, a partire dalla governance.
Come presidente della Pro Loco, sottolineo che la vera sfida per il Tevere non è il bagno del 2031, ma la sopravvivenza nel 2025.Ad oggi quello che ci troviamo davanti sono argini dissestati, relitti abbandonati, sponde invase da rifiuti, strutture pericolanti e scarsamente illuminate rendono già oggi difficile anche solo passeggiare lungo il fiume. Il Tevere non ha bisogno di diventare una piscina olimpica: ha bisogno di tornare a essere un fiume vivo, sicuro, accessibile. E Roma se lo merita oggi, non tra sei anni.
In realtà i dati ci dicono che in molto tratti la navigabilità stessa del Tevere è compromessa, non tanto per mancanza di progetti, quanto per l’assenza di un ente unico di gestione, costringendo chi opera sul fiume a confrontarsi con un labirinto burocratico fatto di tre enti principali e decine di uffici. Da sottolineare anche che la sicurezza idraulica e sanitaria è ben lontana dagli standard europei: basti pensare alle esondazioni sempre più frequenti o alla totale assenza di dati aggiornati sulla qualità delle acque. Il riferimento al modello Parigi – che ha impiegato oltre un decennio e 1,4 miliardi di euro per rendere solo 3 tratti della Senna parzialmente balneabili – ci sembra una comparazione fuorviante se non si parte da un dato basilare: Parigi ha avuto un progetto organico e risorse straordinarie convogliate grazie alle Olimpiadi, Roma oggi non ha né l’uno né l’altro. Per non restare nel terreno della suggestione, vogliamo ribadire con forza alcune priorità operative in merito a cosa andrebbe realmente pianificato: Cabina di regia unica per il Tevere urbano, per superare la frammentazione decisionale; Un piano straordinario di manutenzione, decoro e messa in sicurezza delle banchine e delle infrastrutture fluviali; Chiarezza procedurale e trasparenza amministrativa per chi opera sul fiume: tour operator, associazioni, cantieri, attività culturali; Investimenti prioritari nella qualità dell’acqua e nel monitoraggio sanitario, con pubblicazione regolare dei dati; Supporto alla navigazione turistica e sportiva come primo passo concreto verso un Tevere più accessibile e civile. Siamo pronti a collaborare con istituzioni e cittadinanza per una visione realistica, coraggiosa e concreta del Tevere.
Servono i fondamentali, non gli annunci. Servono scelte politiche vere, non solo ambizioni futuristiche, conclude il presidente Stefano Sergio Luciano Maina.




