Vintilă Horia e l’esilio: il nuovo episodio di Cartoline con Francesco Subiaco
È uscito il secondo episodio del podcast Cartoline ha avuto un primo ospite: Francesco Subiaco (2duerighe, Pangea, Dissipatio).
Per proseguire il viaggio letterario avviato con il primo episodio dedicato a Mircea Cărtărescu, abbiamo cercato di delineare il profilo storico-biografico di Vintilă Horia (1915-1992), pseudonimo di Vintilă Caftangioglu.
Formatosi a Bucarest e Perugia, Horia dimostra subito il suo interesse per la scrittura, il giornalismo e persino la poesia. Nel 1940, viene addirittura nominato addetto stampa dell’Ambasciata di Romania a Roma. La sua indole errante diventa così palese: Horia si afferma come scrittore non solo romeno, ma capace di dialogare e inserirsi in altre letterature, all’estero.
Dal 1945 circa in poi, la vita di Horia viene stravolta, in seguito all’arresto del Generale Ion Antonescu e il cambio di regime politico di Romania. Qui inizia una fase che si afferma anche come nucleo filosofico-letterario della sua opera: l’esilio.
Roma, Assisi, Firenze… Horia gira l’Italia, dove conosce anche Giovanni Papini con cui stringe una profonda amicizia, alla ricerca di un posto per la sua poetica.
Accusato ingiustamente di aver sostenuto le forze dell’Asse, lo scrittore decide di non tornare più in patria. Sviluppa così una visione politica nettamente contrapposta a ogni forma di totalitarismo, da ogni lato politico, che però resta incompresa.
Proseguendo il suo esilio, giunge anche a Buenos Aires e a Madrid, dove inizia a lavorare a quella che viene considerata la sua opera cardine, Dio è nato in esilio, un diario tenuto dal poeta latino Ovidio, che diventa uno specchio della sua condizione e riflessione.

Chiudo gli occhi per vivere
Horia dà poi vita a una vera e propria trilogia dell’esilio, composta anche da Il cavaliere della rassegnazione e Persécutez Boèce. Questa lo porta a vincere il prestigioso Premio Goncourt, che però non potrà ritirare, sommerso dalla campagna diffamatoria portata avanti nei suoi confronti.
Con la sua prosa densa, attenta e introspettiva, lo scrittore romeno si afferma come autore di riferimento per un tema particolare come quello della paura dell’intellettuale, ripudiato da chi lo circonda e costretto a trovare ascolto altrove.
Per questo e altri motivi, nel secondo episodio di Cartoline, grazie al puntuale intervento di Francesco Subiaco, Horia viene presentato come un autore di merito. Un autore da recuperare, insieme alle molte altre menti che costituiscono la letteratura romena contemporanea.


