Ambiente: traffico e riscaldamento i maggiori responsabili dello smog

Questi i dati emersi da uno studio condotto in Lombardia dal 2006 al 2010 dal Joint Research Center

Si è tenuto ieri nella Sala Alessi di Palazzo Marino a Milano l’importante convegno, dal titolo “Progetto di ricerca per la riduzione dell’inquinamento atmosferico in Lombardia” voluto e presentato dalla Presidenza del Consiglio Comunale, in collaborazione con i Genitori Antismog e con la partecipazione dell’JRC – Centro Comune Ricerca della Commissione Europea. I lavori si aprivano alle ore 9.30, sotto la guida di Carlo Monguzzi, Presidente Commissione Ambiente e Mobilità.
Partecipavano al convegno Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio comunale, l’assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran, Maria Betti, Alois Krasenbrink, Bo Larsen, Giorgio Martini, Claudio Belis, Philippe Thunis del JRC, Marco Gasparinetti, Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea e Luigi Bisanti, medico epidemiologo e Carla Guerriero, economista.
Le analisi del convegno si sono basate su una ricerca condotta in Lombardia dal 2006 al 2010 dal Joint Research Center e i relatori, con dovizia di particolari, supportati da dettagliate slide e intervallati da interessanti dibattiti tra partecipanti e relatori.

Nei vari interventi da parte degli esperti del JRC veniva sottolineato come il trasporto su strada e i riscaldamenti domestici siano i maggiori responsabili dell’inquinamento dell’aria nella regione Lombardia. Inoltre veniva altresì evidenziato come, nella Pianura Padana, a causa delle particolari condizioni meteorologiche, servono strategie coordinate di abbattimento su larga scala e a lungo termine.
A queste cause primarie se ne aggiungono altre secondarie, che non sono affatto da trascurare, come quelle delle emissioni da trasporto su strada che sono l’usura di freni e pneumatici e la risospensione della polvere stradale dovuta al traffico. Aspetto quest’ultimo che rende ulteriormente necessaria una riduzione del parco veicoli, sia per quanto riguarda il numero di veicoli sia il numero di chilometri percorsi.
Nel suo intervento Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio comunale, ha detto: “Il convegno di oggi mette in mostra l’urgenza di intervenire con misure serie che tutelino la salute dei cittadini e sottolinea l’importanza del contributo che non solo gli scienziati e i tecnici ma anche le associazioni ambientaliste possono offrire nel creare la consapevolezza necessaria per affrontare questo problema”.
Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilità, Ambiente, Verde e Arredo urbano, invece ha detto: “Per affrontare il problema dell’inquinamento servono misure strutturali e integrate che prevedono la collaborazione di tutti gli enti della Lombardia, in primo luogo della Regione, in quanto può agire su un territorio vasto rendendo così più efficace l’azione. Il Comune, dal canto suo, ha messo in campo misure importanti sul fronte dell’inquinamento da riscaldamento, con l’ampliamento del servizio di teleriscaldamento, e aumentando, a partire da gennaio, i controlli sugli impianti e puntando sull’efficienza energetica degli edifici comunali. Ma ciò che è altrettanto importante è la collaborazione dei cittadini per contribuire al cambiamento modificando, prima di tutto gli stili di vita”.
In definitiva veniva evidenziato come per affrontare l’inquinamento da particolato e ozono, nella nostra regione, devono essere progettate strategie di abbattimento che inevitabilmente intervengano sul trasporto su strada ma anche sulle emissioni gassose di NOx (ossido di azoto), che provengono dall’industria, dalla produzione di energia e dalla combustione di gas naturale. Il Comune, su questo fronte ha già ottenuto risultati significativi nell’abbattimento del Black Carbon, grazie ad Area C.
Interessanti sono stati, nella mattinata gli interventi di Marco Donzelli di Codacons e del nuovo assessore all’Ambiente della Regione Lombardia, Leonardo Salvemini, che con molta umiltà ha detto all’assemblea: “Sono venuto per imparare”, confermando quanto già affermato in un suo comunicato: “Bisogna dare alle Province e ai Comuni che volessero adottare misure più stringenti la possibilità di farlo, e garantire che tutti i soggetti adottino e facciano rispettare delle misure minime standard, che verranno adottate tenendo conto delle diversità orografiche, meteoclimatiche e di densità abitativa delle differenti zone”.

Sebastiano Di Mauro

 

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