Siria: agosto mese nero della rivolta

La delicatissima situazione siriana sembra complicarsi notevolmente senza trovare un momento di pausa alle migliaia di uccisioni verificatesi fino ad oggi. Gli aerei delle forze siriane hanno bombardato quest’oggi una città situata nel nord della Siria, provocando la morte di 18 persone. Parallelamente, il mediatore internazionale per la Siria, Lakhdar Brahimi, ha affermato che la sua missione ha come obiettivo fondamentale quello di porre fine alla guerra civile nel paese, in una situazione “molto, molto difficile”. Secondo l’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo e i comitati locali di coordinamento, i colpi aerei miravano una zona residenziale della città di Al-Bab, nel Nord della Siria, a una trentina di chilometri dalla frontiera turca.

Secondo l’OSDH, 18 persone sono state uccise nella città. Le CLC hanno redatto un bilancio di 25 morti. Le violenze si sono intensificate nelle ultime settimane nel paese. Secondo alcuni attivisti, il mese di agosto è stato il mese con il bilancio più negativo dall’inizio del mese di marzo 2011, con circa 5.000 persone uccise. Lunedì, altri attivisti hanno denunciato situazioni di violenza nella Siria, in particolare nella zona periferica di Damasco, nella regione di Deir el Zour (Est), di Iblib e Aleppo (Nord) e a Deera (Sud). Il mediatore internazionale per la Siria, Lakhdar Brahimi ha dichiarato sul canale BBC TV che era “spaventato dal peso della responsabilità”, aggiungendo successivamente che “Dobbiamo assolutamente vedere se siamo in grado di reggere la situazione”.  

Manuel Giannantonio

3 settembre 2012

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