Lubanga: ‎14 anni a colui che arruolò bambini-soldato in Congo

La Corte Penale Internazionale ha emesso una prima storica sentenza a dieci anni dalla sua istituzione. Il tribunale, che giudica sui crimini internazionali commessi da individui, ha condannato a 14 anni di detenzione Thomas Lubanga, ex capo della milizia delle Repubblica democratica del Congo. Lubanga è stato ritenuto colpevole di aver reclutato e usato bambini soldato nella sua milizia, l’Unione dei Patrioti Congolesi, durante i combattimenti nella regione di Ituri, nell’est del Congo, tra il 2002 e il 2003.

 

Il suo arresto nel 2006 costituì il primo caso di persona mai arrestata in base ad un mandato di cattura della Cpi, e il processo a suo carico, per il crimine di guerra di “aver coscritto e arruolato bambini sotto l’età di 15 anni e averli utilizzati per partecipare attivamente alle ostilità”, iniziò nel 2009.

I crimini internazionali sui quali la Cpi esercita la propria competenza, vale la pena ricordarlo, sono: genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra, aggressione (art. 5 dello Statuto). La Corte, comunque, può intervenire solo se gli Stati non vogliono o non possono agire per punire i suddetti crimini internazionali.

La condanna di Lubanga rappresenta una svolta storica sul piano del diritto internazionale, e potrebbe dar vita ad una prassi fondamentale nella repressione di brutali violazioni dei diritti umani.

“I giudici della Corte penale internazionale hanno inviato un chiaro messaggio agli autori dei crimini: non resterete impuniti”, ha affermato l’ufficio del procuratore del Cpi in un comunicato.

Ermes Antonucci

10 luglio 2012

 

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