Siria: i cittadini di Homs temono il genocidio

Almeno 13 persone, in maggioranza civili, sono morte negli scontri avvenuti lunedì in Siria dove le forze del regime del presidente Bachar al Assad, hanno bombardato Homs e Idleb rispettivamente nel centro e nel Sud Ovest della Siria, così come riportato dall’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (OSDH). Nella provincia di Idleb, nei pressi della frontiera turca, cinque civili e due ribelli sono stati uccisi negli scontri di Kkafar Nebbol e Mareet al-Noman.

D’altronde, due civili sono morti nei bombardamenti della città di Deir ez-Zor nell’Est, dove gli scontri si sono intensificati negli ultimi giorni. A Homs “Il quartiere di Jouret al Chiayh è violentemente bombardato dalle forze del governo che tentano di penetrarci”, ha indicato l’ONG precisando che due civili, tra i quali una donna, sono stati uccisi da un’imboscata. In un comunicato, degli abitanti di Homs hanno lanciato un appello ai soccorsi alle organizzazioni internazionali, affermando di essere oggetto di un “genocidio” da più di tre settimane. “Siamo l’obiettivo di bombardamenti continui e senza pietà”, afferma il comunicato redatto dal Consiglio nazionale siriano, (CNS) principale coalizione dell’opposizione. “Uno dei  crimini più odiosi si svolge sotto i vostri occhi e voi non aiutate ancora le vostre vittime. Ciò che avviene in Siria non è un conflitto politico, ma un genocidio, una purificazione etnica”, evidenzia il testo in questione continuando, “Vi chiamiamo ad agire immediatamente, la nostra città si sta distruggendo totalmente e modificando demograficamente”, secondo gli abitanti, che accusano l’esercito di mirare i quartieri sunniti. Il Consiglio militare superiore dell’esercito siriano libero (ASL, costituito da partiti disertori) ha allertato contro “un nuovo massacro” a Homs accusano il regime di prepararsi ad inviare un centinaio di carri supplementari in direzione della città e chiamando i paesi arabi, islamici e amici ad assumersi le loro responsabilità verso gli abitanti. Centinaia di civili sono intrappolati da settimane in diversi quartieri ribelli di Homs assediati dalle truppe del regime. Elettricità, acqua, cibo e medicine scarseggiano secondo i militanti sul posto e nonostante gli sforzi profusi negli ultimi giorni il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) non sono ancora giunti sul posto. Lunedì il presidente del CICR, Jakob Kellenberger, ha chiesto un accordo “non ambiguo” delle parti in Siria alfine di poter tentare di nuovo l’ingresso in questa città, la terza della Siria. 

Manuel Giannantonio

25 giugno 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook