Stati Uniti: gli accusati dell’11 settembre di fronte alla legge americana

Quasi undici anni dopo i fatti, i cinque accusati degli attentati dell’11 settembre 2001 sono condotti questo sabato di fronte alla giustizia americana. Contrariamente agli auguri del presidente Obama, gli accusati saranno giudicati davanti a una commissione militare capitale, e non di fronte alla giustizia civile. Ciò “significa che i cinque accusati potranno essere condannati a morte se ritenuti colpevoli”, spiegò il ministro della difesa americana il mese scorso.

La procedura si annuncia comunque lunga. Nella giornata di oggi, i prigionieri saranno messi formalmente sotto accusa, ma il processo inizierà solo tra alcuni mesi ai quali si devono aggiungere probabili appelli. Secondo Andrea Prasow, esperta in controterrorismo per l’ONG Human Rights” occorre ancora contare, sei o sette anni prima di arrivare ad un verdetto finale”. Al centro del dibattito ci sarà l’uso della tortura. Khaled Cheikh Mohammed, il cervello autoproclamato degli attentati ha subito 183 simulazioni di affogamento e 7 giorni di privazione del sonno in una prigione segreta della CIA secondo un rapporto dei servizi americani. Sul canale CBS, un anziano responsabile della CIA si è così giustificato” Khaled Cheikh Mohammed era uno dei detenuti più duri e non avrebbe mai parlato senza le nostre rigorose tecniche, abbiamo fatto ciò che occorreva per buone ragioni”. Gli occhi dell’America e del mondo intero rimangono puntati sull’evolversi di questo processo.

Manuel Giannantonio

5 maggio 2012

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