Stati Uniti: Romney consolida la propria posizione

Il 30 marzo, mentre pronunciava il suo ultimo discorso prima della primaria repubblicana del Wisconsin, Mitt Romney era solo nella luce, al centro di una strada avvolta dall’oscurità. Una messa in scena che simbolizza bene la posizione attuale dell’ex governatore del Massachusetts nella corsa all’investitura repubblicana. Romney ha spodestato i suoi avversari uno dopo l’altro. Ormai si concentra su Barack Obama, suo bersaglio assoluto già da quando lanciò la propria candidatura, il 2 giugno 2011, nell’occasione di un buffet in una fattoria del New Hampshire.

“Io e Obama abbiamo una visione radicalmente differente dell’America” ha espressamente dichiarato lo stesso Romney nel Wisconsin. “Ha passato gli ultimi quattro anni a fondare le basi di una nuova società nella quale tutto gira intorno al governo. Passerò i prossimo quattro anni a venire a rifondare le basi di una società fondata sulla libertà individuale e la libertà di iniziativa”. In un’altra occasione, Romney ha aspramente criticato il presidente democratico originario dell’Illinois: “se la ripresa è così timida è colpa dei colpi inflitti da Obama alla nostra libertà economica. Se noi non cambieremo la situazione potrebbero nascere delle ripercussioni pesanti per i prossimi decenni a venire”. Ad ogni uno i propri discorsi, Mitt Romney è stato minuzioso nell’esibirsi soddisfacendo tutte le caratteristiche e gli stereotipi del perfetto candidato per l’elezione presidenziale. Durante la campagna elettorale ha subito i colpi dei propri rivali nel corso dei moltissimi dibattiti repubblicani e ha suscitato dei dubbi sulla sua capacità di finire la campagna dopo aver subito una sconfitta nello Stato del Colorado, nel Minnesota e nel Missouri a vantaggio di Rick Santorum, e di Newt Gingrich uscito vincitore nella Carolina del Sud.  Inoltre è stato spinto verso la sua destra dai sostenitori del movimento ultraconservatore Tea Party. L’ex governatore del Massasuchets ha comunque tenuto duro ed è ora in testa, senza l’avversario diretto ritiratosi per problemi di natura famigliare. Ottenendo il più grande numero di delegati e strappando delle vittorie spartite su tutto il territorio americano, dalla Florida passando per l’Arizona e lo Stato di Washington, Romney ha senza dubbio dimostrato di essere il candidato repubblicano che raccoglieva la più larga adesione nel paese. Anche se Gingrich dopo il ritiro di Santorum identificato come avversario diretto nelle primarie americane, ha promesso di dare battaglia a Romney, quest’ultimo sta cercando di convincere l’elettorato della futilità della sua attività accumulando progressivamente il sostegno politico di primo piano. Il 20 marzo, Jeb Bush, ex governatore della Florida, gli ha pubblicamente manifestato il proprio sostegno. La settimana scorsa è stato il turno di un’altra importante figura del campo repubblicano, il senatore della Florida Marco Rubio. Ma la più bella sorpresa di Romney è certamente George Bush padre. L’ex presidente che riprendendo le parole del cantante country Kenny Rogers ha dichiarato: “Bisogna sapere quando restare nella partita e quando ritirarsi, credo si giunta l’ora di sostenere quest’uomo che è una brava persona”. Fino alla convention di Tampa in Florida c’è ancora tempo ma i giochi sembrano orami conclusi almeno apparentemente.

Manuel Giannantonio

13 aprile 2012

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