Afghanistan: 9 morti in un attentato

I talebani hanno ucciso nove afghani in un attentato suicida indirizzato a una base dell’Otan come rappresaglia per i corani dati alle fiamme dai militari americani circa una settimana fa. All’alba un kamikaze ha fatto esplodere una macchina di fronte all’ingresso principale dell’aeroporto di Jalalabad, che ospita una delle basi americane aree più importante della forza internazionale dell’Otan.

I talebani hanno immediatamente rivendicato questo attacco come risposta “ al corano dato alle fiamme nella base di Bagram”. L’attentato fortunatamente non ha provocato vittime tra i soldati stranieri della base di Jalalabad, diretto dall’esercito americano. L’attacco verificatosi lunedì è il quarto nel corso dell’anno. Il segretario della difesa Leon Panetta, più alto grado dell’esercito americano e il generale Martin Dempsey hanno affermato che entrambi pensano che le fondamenta della loro strategia in Afghanistan rimangono solide. Al Cairo il grande Imam di Al-Azahar, la più alta istituzione sunnita, ha denunciato il gesto americano “barbaro”. Quest’ultimo non accetta che si eseguono simili gesta con il Corano. “ Si tratta di una trasgressione che l’Islam non accetterà . Un aggressione contro le cose sacre del patrimonio umano”. La situazione rimane comunque delicatissima e estremamente difficile, circa trenta persone, tra le quali due soldati dell’Otan, sono morte e almeno altre 200 sono state ferite nelle manifestazioni di questi ultimi sei giorni. Domenica sei soldati americano delle forze speciali sono stati feriti. La missione dell’Onu (organizzazione delle nazioni unite) in Afghanistan ha annunciato lunedì l’evacuazione temporanea del personale della base americana e chiesto che siano messe a disposizione delle misure supplementari per disporre la massima sicurezza in questi uffici. “La ricollocazione temporanea del personale si farà in Afghanistan” ha indicato il servizio di stampa dell’Unama in un comunicato che precisa inoltre che: “la base rimarrà aperta per colo i quali ne avranno bisogno”.

Manuel Giannantonio

29 febbraio 2012

 

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