Siria: morti 3 giornalisti a Homs

Ieri i bombardamenti diretti verso la città di Homs hanno causato la morte di almeno 40 persone. Tra di loro Rami al-Said, popolare video-blogger morto mentre stava riprendendo in diretta quanto stava succedendo, ovvero le azioni repressive delle forze del regime di Bashar al-Assad. Pochi secondi dopo la sua morte le immagini che aveva ripreso venivano trasmesse da Bbc, Skynews e al-Jazeera.

Ma oggi sono morti altri due giornalisti in Siria (sono cinque dall’inizio delle proteste anti-Assad), si tratta di Marie Colvin, inviata del Sunday Times, anche lei colpita dalla bombe dirette verso Homs mentre si trovata nel centro stampa allestito dai ribelli nel quartiere di Bab Amro; morto anche il reporter francese Remy Ochlik.
Toccante il messaggio che Rami al-Said aveva postato su Facebook: “E’ in corso un genocidio a Bab Amro. Io non ti perdono per il tuo silenzio. Ci avete date solo parole fino ad ora ma noi abbiamo bisogno di azioni. Il nostro cuore sarà sempre con quelli che rischiano la loro vita per la nostra libertà. Abbiamo bisogno di campagne ovunque in Siria e all’estero. La gente dovrebbe protestare davanti alle ambasciate siriane in tutto il mondo, perchè tra poche ore non ci sarà più nessuno posto chiamato Bab Amro. Mi aspetto che questo sia il mio ultimo messaggio. Nessuno perdonerà chi ha parlato ma non ha agito”.
Un messaggio che lascia ben intendere cosa stia avvenendo in Siria e quanto poco si stia facendo. Come detto più volte un intervento militare scatenerebbe un escalation pericolosa che vedrebbe coinvolti fin troppi attori e che potrebbe portare a scenari da terza guerra mondiale. Altresì sembra difficile che Assad rinunci al suo potere arrivato a questo punto.  
La Croce Rossa sta tentando di ottenere una tregua umanitaria quotidiana di due ore, per portare soccorso alle vittime ed evacuare morti e feriti ma non sembrano arrivare risposte affermative, intanto nelle ultime 24 ore sono morte 98 persone solo nella regione di Idlib.
Gli Usa hanno definito la morte dei giornalisti come “un ulteriore esempio della sfrontata brutalità del regime di Assad” mentre il presidente francese Nicolas Sarkozy ha affermato duramente: “Ora basta, questo regime deve andare via. La morte dei due giornalisti mostra che adesso basta, questo regime deve andare via. Non c’è nessuna ragione per cui i siriani non abbiano il diritto di vivere la loro vita, di scegliere il loro destino liberamente”.
Da notare come la maggior parte degli attori politici e dei media occidentali ha dato poco risalto alla morte del terzo giornalista Rami al-Said.

Enrico Ferdinandi

22 febbraio 2012

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