Predicatore egiziano scatena le reazioni della Tunisia

Due reclami sono stati depositati a Tunis, mercoledì 15 e giovedì 16 febbraio, contro un predicatore radicale egiziano, la cui visita in Tunisia a scatenato un putiferio. L’avvocato Bochra Behladj Hmida ha così commentato l’accaduto “ Ha spronato una Tunisia islamica, giustificato le violenze contro le donne, e parlato come se fossimo in piena guerra”. Questo dunque il pensiero dell’avvocato all’origine del primo reclamo depositato nel tribunale di Tunis con otto associazioni tra le quali l’associazione tunisina delle donne democratiche.

Invitato da otto associazioni islamiche, di cui tre nate dopo la caduta di Zine El Abidine. Ben Ali Wadji Ghonim ha tenuto diverse conferenze nelle moschee di Sousse e Mahdia, nel Nord Est del paese, cosa vietata secondo il parere di Belahdj Hmida che ricorda che è vietato fuori dalla preghiera senza apposita autorizzazione del governo è passibile di 6 mesi di reclusione. Un’altra riunione, tenuta il 12 febbraio dal predicatore nella grande sala della cupola d’El Menzah di Tunis, di fronte a un migliaio di persone, ha scatenato il secondo reclamo collettivo di avvocati per “ incitamento alla violenza”. A Tunis, per diverse ore, il predicatore ce l’aveva con “quelli che detestano l’Islam”, “ i cani”, prima di lanciarsi in un lungo sviluppo sull’incompatibilità tra la pratica sportiva e una tenuta decente per le donne e chiesto agli uomini di farsi “crescere la barba”. Ha successivamente glorificato le morti del Dijhad citando versi del Corano sul soggetto. Infine ha dovuto sospendere lo spettacolo personale sulle pressioni dei manifestanti presenti all’esterno. Il predicatore, 60 anni, non è uno sconosciuto. Gode in effetti già di una certa notorietà edificata sulle proprie posizioni in favore dell’escissione delle donne, cosa che non ha sostenuto in Tunisia in pubblico, questo anziano militare egiziano, autore di diatribe radicali, è molto vicino a Hamas. Figura dal mese di marzo del 2009 nella lista stabilita dal ministero degli interni britannico per “ apologie della violenza terrorista”. Diversi paesi appartenenti alla comunità Europea rifiutano di lasciarlo entrare nei rispettivi paesi. A proposito di questa questione ha risposto alla folla di Tunis “ impediscono al mio corpo di entrare non ai miei pensieri”. La sua presenza ha generato una nuova battaglia tra progressisti e islamisti che si sviluppa in Tunisia dalla vittoria elettorale del partito islamista Ennahda e della formazione del governo dominato dai suoi sostenitori. L’opposizione si inquieta della visita del predicatore straniero, senza che le nuove autorità reagiscono.           

Manuel Giannantonio

17 febbraio 2012

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