Egitto: Il governo si dimette, elezioni entro giugno 2012

Continua la protesta in Egitto, il quarto giorno di scontri ha causato fin ora almeno 500 feriti e circa trenta morti tra i civili e le forze dell’ordine. Oggi alle ore 15 si è tenuta una manifestazione dal nome “un milione di persone a piazza Tahrir” alla quale hanno aderito 35 partiti e movimenti egiziani tra cui: gli attivisti del Movimento del 6 aprile, dell’Unione dei giovani di Maspero (i copti coinvolti negli scontri di fine ottobre al Cairo con la polizia, che provocarono 26 morti), la Coalizione dei giovani della rivoluzione, la Campagna per il sostegno a El Baradei presidente ed i Comitati popolari per la difesa della rivoluzione.

La manifestazione ha lo scopo principale di chiedere che vi sia una tabella di marcia chiara che segni i giusti passi da compiere per attuare definitivamente il passaggio dal governo che si è insediato  dopo Mubarak ad un nuovo governo civile. I manifestanti chiedono inoltre che in tutto l’Egitto i cittadini scendano nelle piazze per protestare. Non solo al Cairo ma in tutta la nazione si chiedono processi rapidi per i responsabili delle uccisioni di manifestanti che si sono registrate in questi giorni e risarcimenti per le famiglie di quanti sono stati uccisi o feriti nelle proteste.
Una prima risposta dal governo è arrivata ieri sera quando il primo ministro, Essam Sharaf, e il suo governo hanno presentato le dimissioni, rimettendo il proprio mandato a disposizione del Consiglio Supremo delle Forze Armate, che ha accettato le dimissioni. Ora quindi si chiede che si proceda alla fase successiva, che questo gesto non rimanga solo un gesto: democrazia chiedono gli egiziani.

 

Aggiornamento delle ore 17:30

È ufficiale, la giunta militare, formata dagli ex generali di Mubarak, ha accettato la formazione di un governo di salvezza nazionale. A dare la notizia la tv araba al-Arabiya. Come vi aveva già detto ieri Essam Sharaf aveva deposto le dimissioni del governo, dimissioni accettate dal Consiglio supremo delle Forze armate, oggi si è deciso invece che entro la fine di giugno 2012 vi saranno le elezioni presidenziali egiziani, elezioni democratiche. Queste decisioni sono il frutto di quattro giorni di violente proteste, violente non nel come sono state effettuate ma nel modo con cui sono state represse. Anche quest’oggi al Cairo a Piazza Tahrir, ormai simbolo delle rivolte egiziane di questi mesi, sono continuati gli scontri, proprio per parlare dell’attuale situazione  il generale Hussein Tantawi, capo del Consiglio Supremo delle forze armate, al potere in Egitto dalla caduta di Hosni Mubarak, terrà fra qualche ora un discorso alla nazione in diretta tv.
Dopo le dimissioni del governo è in Mohammed ElBaradei che si configura il nome più probabile per la guida della nazione fino alle prossime  elezioni.

di Enrico Ferdinandi

22 novembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook