14 tappe per la pace in Iran? Così afferma Bloomberg
Arrivano al pubblico nuove informazioni sulle sorti di uno dei conflitti più tesi degli ultimi anni. La piattaforma Bloomberg è riuscita a pubblicare il testo integrale dell’accordo, suddiviso in 14 punti, tra Iran e Stati Uniti. Tuttavia, l’agenzia iraniana Tasnim ha definito il testo pubblicato da Bloomberg come contenente “numerose inesattezze e omissioni”, in particolare nella sezione relativa allo Stretto di Hormuz. Il memorandum verrà pubblicato ufficialmente il 19 giugno, giorno della firma dell’accordo alla presenza delle parti, mentre risulta già firmato in formato digitale. Si tratterà di uno sviluppo positivo nelle relazioni internazionali o dell’ennesimo fallimento della diplomazia?
La fine del conflitto su tutti i fronti (punti 1-5)
La prima parte del memorandum si concentra sulla stabilità e sul rispetto delle rispettive sovranità. Il primo punto afferma che “[…] la firma di questo memorandum, le parti dichiarano la fine immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano […]”. Come riportato al punto 3, Iran e Stati Uniti si impegnano inoltre a redigere un accordo definitivo entro 60 giorni, previo consenso di entrambe le parti.
Fondamentale per l’esito del conflitto è il punto 4 dell’accordo. “Gli Stati Uniti si impegnano a revocare il blocco navale contro l’Iran, a non ostacolare in alcun modo il traffico marittimo diretto verso i suoi porti e a riportare entro 30 giorni i transiti alla piena capacità”. Il volume del traffico marittimo verrà quindi regolarizzato e reso «proporzionato ai flussi di navi iraniane precedenti al conflitto».
Le promesse tra Stati Uniti e Iran (punti 6-10)
A differenza di quanto avvenuto in altri conflitti che hanno coinvolto gli Stati Uniti in Medio Oriente, il memorandum prevede che, al termine della guerra, Washington garantisca a Teheran un finanziamento di 300 miliardi di dollari (punto 6). Questi fondi, sostenuti anche dagli alleati statunitensi, saranno destinati alla ricostruzione e allo sviluppo dell’Iran, a condizione che l’accordo definitivo venga definito entro 60 giorni.
Così come gli Stati Uniti si impegnano a porre fine a tutte le sanzioni attualmente in vigore contro la Repubblica Islamica (punto 7), l’Iran si assume l’impegno di non produrre armi nucleari (punto 8). Le questioni relative alle esigenze nucleari del Paese saranno affrontate durante la stesura dell’accordo finale.
Nel frattempo, secondo il punto 9 del memorandum, Teheran congelerà il proprio programma nucleare allo stato attuale. Nel frattempo, Washington si impegnerà a non rafforzare la propria presenza militare nella regione.
La firma dell’accordo porterà inoltre il Dipartimento del Tesoro statunitense a concedere deroghe per l’esportazione. Si parla di “petrolio greggio iraniano, prodotti petrolchimici e derivati, nonché per tutti i servizi collegati” (punto 10).
Le conclusioni (punti 11-14)
In base al punto 11, torneranno disponibili i fondi e gli asset iraniani attualmente congelati e sotto il controllo del governo statunitense fin dai momenti più critici del conflitto. Gli Stati Uniti si impegneranno inoltre a rilasciare tutte le autorizzazioni e le licenze necessarie.
L’epilogo del percorso verso la pace tra le due parti è illustrato chiaramente nel punto 13. L’accordo finale dovrà poi essere approvato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (punto 14). “Dopo la firma del memorandum e una volta ricevute garanzie sull’avvio dell’attuazione degli articoli 4, 5, 10 e 11. Nonché sulla prosecuzione di tali misure, le due parti apriranno negoziati sull’accordo finale, limitandosi agli articoli ancora da definire”.




