Zambia, Hichilema confermato presidente tra tensioni e accuse di brogli

Le elezioni presidenziali del 13 agosto in Zambia si sono chiuse in un clima teso, con l’arresto di 11 persone legate all’opposizione, tra cui alcuni stretti collaboratori del candidato Brian Mundubile. Gli arresti sono avvenuti la notte del voto, durante un’operazione che ha comportato uno scontro a fuoco, dopo settimane in cui osservatori indipendenti e organizzazioni della società civile avevano segnalato restrizioni alle attività di campagna dell’opposizione.
Il voto ha comunque confermato le previsioni della vigilia: il presidente uscente Hakainde Hichilema, 64 anni, ex imprenditore alla guida del paese dal 2021, è stato rieletto con un ampio margine. Secondo la commissione elettorale, Hichilema ha raccolto circa il 61,4% dei voti validi, contro il 38% di Mundubile, ex ministro provinciale al suo esordio da candidato presidente, che si è imposto su un campo affollato di altri 12 sfidanti.
Dopo l’annuncio della vittoria, Mundubile ha parlato di irregolarità nel conteggio e di documenti elettorali manomessi, senza presentare prove. Lo staff di Hichilema ha respinto le accuse come infondate.
Il primo mandato di Hichilema, iniziato in piena crisi del debito pubblico, si è concentrato sul risanamento delle finanze statali e sull’attrazione di capitali stranieri, soprattutto nel settore minerario, tra i più strategici dell’economia zambiana. Il nuovo mandato dovrebbe garantire continuità a queste politiche.




