Se è vero che la storia si ripete attenzione al riarmo tedesco
La Germania cambia pelle. Con la nuova strategia militare presentata dal governo, Berlino punta a trasformare la Bundeswehr nella forza armata convenzionale più attrezzata d’Europa entro il 2039, attraverso una revisione profonda della dottrina di difesa tedesca, costruita finora più sulla gestione della pace che sulla preparazione a un conflitto ad alta intensità.
La nuova linea strategica, illustrata dal ministro della Difesa Boris Pistorius, prevede tre fasi di sviluppo: entro il 2029 l’aumento immediato della prontezza operativa e delle capacità di combattimento; entro il 2035 l’espansione strutturale delle forze in tutti i domini operativi, in linea con gli obiettivi NATO, e infine, entro il 2039 la trasformazione della Bundeswehr in una forza tecnologicamente avanzata, capace di operare con intelligenza artificiale, robotica, sistemi autonomi e capacità multi-dominio.
L’obiettivo numerico è certamente ambizioso, puntando a reclutare almeno 460.000 effettivi tra militari attivi e riservisti, contro gli attuali circa 185.000 soldati in servizio. Si noti bene però, la riforma tedesca non punta soltanto ad avere più carri armati o più soldati, infatti il documento insiste soprattutto sugli effetti operativi che le forze armate dovranno essere in grado di produrre, quali difesa aerea e missilistica integrata, capacità di colpire a lungo raggio, superiorità informativa, cyber warfare e integrazione tra terra, mare, aria, spazio e dominio digitale.
Questa svolta di Berlino arriva a seguito di eventi noti che hanno sconvolto tutta l’Europa, rimettendo nelle mani degli Stati membri – visto l’immobilismo dell’Unione – la necessità di agire. I fattori principali in questione sono senz’altro l’invasione russa dell’Ucraina, che ha dimostrato come il modello di sicurezza tedesco costruito dopo la Guerra Fredda non sia più sufficiente, ma anche il fatto che Washington stia concentrando sempre più risorse sulla competizione con la Cina, facendo ritenere necessario rafforzare il pilastro europeo della NATO, così da ridurre la dipendenza operativa dagli americani senza mettere in discussione l’alleanza atlantica, e, infine, il dovere per l’Europa di assumersi più responsabilità, come ha ben sintetizzato Pistorius con una frase destinata a diventare centrale: “La NATO deve diventare più europea per restare transatlantica”.
Certamente la trasformazione della Bundeswehr ha anche una dimensione industriale, comportando maggiori investimenti in armamenti, tecnologie avanzate e produzione europea, che potrebbero dunque rafforzare l’intero settore della difesa tedesco ed europeo. Ci sono però delle difficoltà da superare, in quanto l’ambizione si scontra con problemi concreti come le difficoltà di reclutamento, la carenza di personale qualificato, la lentezza burocratica negli acquisti militari o la necessità di modernizzare infrastrutture e logistica, solo per citare alcuni degli scogli che la Germania dovrà superare, visto anche il caso specifico della Bundeswehr, che negli ultimi anni è stata spesso criticata per problemi di prontezza operativa, disponibilità dei mezzi e manutenzione.
Ma quindi la Germania sarà davvero la prima forza militare d’Europa?
Molto dipenderà dal criterio utilizzato, infatti sul piano convenzionale terrestre e industriale, la Germania ha le risorse economiche per diventare il principale attore militare europeo, ma sul piano del potere militare complessivo la Francia mantiene ancora vantaggi decisivi, come la deterrenza nucleare autonoma, la capacità di proiezione globale e una tradizione operativa consolidata. Dunque, più che sostituire Parigi o Londra, Berlino sembra voler diventare il fulcro della difesa convenzionale europea, mentre la Francia continuerebbe a rappresentare il principale pilastro nucleare dell’Europa continentale, creando così una nuova architettura di sicurezza europea.
L’Europa ormai non può più rimandare la sua preparazione a un’epoca di competizione strategica prolungata, in cui il sostegno americano resta fondamentale ma non più esclusivo. La direzione che vogliono i tedeschi è chiara: più autonomia europea, più integrazione militare continentale e una Germania molto più centrale nella deterrenza contro la Russia, ma tutti gli altri non possono restare a guardare.




