Cgia: nel 2012 aumento carico fiscale di circa 700 euro a famiglia

Nel 2012 gli italiani hanno pagato 726 euro di tasse in più rispetto all’anno passato. È la Cgia di Mestre a stimarlo, indicando  quali cause dell’aumento del carico fiscale l’Imu, il cui saldo è fissato per la data del 17 dicembre, gli aumenti che hanno  riguardato l’Iva, le accise sui carburanti e l’addizionale Irpef regionale. L’analisi diffusa ieri dalla Cgia ha come oggetto gli effetti che le novità fiscali degli ultimi due governi hanno prodotto per le tasche dei contribuenti italiani, prendendo in considerazione tre diverse categorie: i giovani senza familiari a carico, le coppie con un figlio e le coppie con due figli.

Dalla relazione emerge che i giovani senza familiari a carico, con un reddito di poco inferiore ai 20mila euro e con una casa di 60 metri quadri, nel 2012 hanno subito un aumento del prelievo fiscale pari a 405 euro, che scenderà a 55 euro nel 2013 e a 16 euro nel 2014.

Per le coppie con un figlio, con un reddito complessivo di 41mila euro e una casa di 115 metri quadri, invece, l’aggravio fiscale è pari a 640 euro nel 2012, mentre nel 2013, grazie all’aumento delle detrazioni Irpef per i figli a carico, si otterrà un risparmio fiscale di 11 euro, che tuttavia svanirà a causa dell’aumento delle tasse previste in misura pari a 93 euro nel 2014.

Nel caso delle famiglie con due figli, con un reddito annuo di 50mila euro e una casa di 115 metri, l’aumento del carico fiscale è stato stimato in misura pari a 726 euro nel 2012, a cui segue un risparmio di 61 euro nel 2013 (sempre grazie alle detrazioni sui figli a carico) e un nuovo aggravio, questa volta di 146 euro, nel 2014.

Il segretario del Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha commentato questi dati con parole velate di una evidente disillusione: “Una vera stangata che, in un momento di profonda crisi economica, rischia di mettere in ginocchio soprattutto il ceto medio. Se si continuerà ad agire solo sulla leva fiscale saremo destinati ad avvitarci in una crisi dalla quale difficilmente riusciremo ad uscirne in breve tempo. Le famiglie, per far fronte alle scadenze fiscali sempre più pesanti, non spendono più e i consumi sono scesi ai minimi storici. Questa situazione sta spingendo verso la chiusura dell’attività centinaia e centinaia di migliaia di commercianti ed artigiani che si trovano gli scaffali pieni di merci e di prodotti, ma senza nessuno che entri nei loro negozi. Solo lasciando più soldi in tasca a lavoratori dipendenti e pensionati abbiamo forse la possibilità di invertire questa tendenza”.

Giuseppe Ferrara
10 dicembre 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook