Draghi: “Basta tasse, ora la crescita”

Non bastano le tasse per uscire dalla crisi, bisogna attuare misure urgenti per la crescita. Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, durante un’audizione al Parlamento europeo di Bruxelles, ha avvertito l’Europa della necessità di rafforzare i conti non solo attraverso l’aumento delle tasse, che potrebbe avere un effetto recessivo, ma anche attraverso una drastica riduzione della spesa pubblica: “Il consolidamento fiscale attuato solamente attraverso l’aumento delle tasse è sicuramente recessivo, è invece necessario portare avanti una politica di riduzione delle spese”.

 

Il banchiere centrale ha spiegato che “in condizioni di urgenza ed estrema tensione si aumentano le tasse perché è molto più semplice aumentare le tasse che ridurre le spese”, mettendo in guardia dal rischio di effetti recessivi sull’economia. Draghi ha aggiunto che dopo l’approvazione del patto di bilancio “adesso dobbiamo avere un patto per la crescita”, ribadendo che, a causa dell’incertezza che domina i mercati in questo periodo, definita dallo stesso Draghi “molto, molto alta”, “ogni strategia di uscita dalla crisi è  prematura”.

Il presidente della Banca centrale europea, inoltre, ha sostenuto che governi e istituti di credito hanno lo spazio e le risorse per tagliare il debito e riordinare i loro bilanci, grazie soprattutto ai due finanziamenti a lungo termine (Ltro) concessi dalla Bce a dicembre e a febbraio scorso. “Ora la palla è interamente nel campo di governi e banche”, ha detto il banchiere centrale agli euro-parlamentari, chiedendo alle banche di rafforzare i loro bilanci attraverso la non distribuzione degli utili e il mancato pagamento dei bonus, mentre i governi europei dovranno necessariamente attenersi alla rigidità di bilancio.

Draghi ha continuato affermando che “siamo a metà del guado e l’unica soluzione è perseverare”. In particolare, ha osservato che “le riforme strutturali colpiscono i gruppi d’interesse e gli interessi consolidati, cambiano profondamente la società, causando sofferenza e opposizione. Dobbiamo perseverare e creare un ambiente che sia quanto più favorevole possibile a questo processo”, mettendo in conto che “alcune riforme non creano un immediato sviluppo, ma producono risultati positivi nel medio/lungo termine”.

Il presidente della Bce ha spiegato anche che “gli Ltro sono stati abbastanza tempestivi ed efficaci. Se anche l’unica cosa che fossimo riusciti ad ottenere è guadagnare tempo, e nella realtà questo non è l’unico risultato, avremmo comunque ottenuto un importante successo. Penso che guadagnare tempo non sia un risultato di poco conto”.

Infine, Draghi ha lodato gli sforzi di risanamento messi in pratica dal governo spagnolo. Sulla possibilità che la Banca centrale europea possa riprendere i suoi acquisti di titoli sul mercato secondario, ha poi chiarito che il programma di acquisti dell’istituzione europea non è infinito né eterno.

Giuseppe Ferrara

26 aprile 2012

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