Leonardo Maria Del Vecchio lascia EssilorLuxottica: lo strappo con l’impero fondato dal padre

Leonardo Maria Del Vecchio lascia EssilorLuxottica. Il figlio del fondatore del colosso dell’occhialeria ha annunciato le dimissioni dai suoi incarichi operativi nel gruppo, tra cui quello di presidente di Ray-Ban e Chief Strategy Officer. L’uscita diventerà effettiva il 31 agosto e rappresenta un passaggio significativo anche per il valore simbolico del cognome Del Vecchio nella storia dell’azienda.
La decisione è stata comunicata al presidente e amministratore delegato Francesco Milleri e al Consiglio di amministrazione. Nella lettera di dimissioni, anticipata da MF-Milano Finanza, Leonardo Maria Del Vecchio avrebbe manifestato una posizione fortemente critica nei confronti dell’attuale gestione del gruppo. Tra i problemi evidenziati ci sarebbe soprattutto un progressivo allontanamento da quella cultura aziendale costruita negli anni dal padre, con una struttura diventata, a suo giudizio, più distante e impersonale. Lo strappo arriva dopo un periodo segnato dalle tensioni con Milleri, storico collaboratore di Leonardo Del Vecchio e figura centrale nella gestione dell’azienda dopo la morte dell’imprenditore, avvenuta nel 2022. L’uscita dagli incarichi manageriali non significa però una separazione completa della famiglia dal gruppo. EssilorLuxottica resta infatti strettamente legata a Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, che ne rappresenta il principale azionista.
Da Agordo alla conquista del mercato mondiale
La storia di Luxottica comincia nel 1961 ad Agordo, in provincia di Belluno, dove Leonardo Del Vecchio fonda una piccola azienda specializzata inizialmente nella produzione di componenti per occhiali. Il passaggio fondamentale arriva quando l’imprenditore decide di non limitarsi a lavorare per conto di altre aziende, ma di produrre e commercializzare montature complete.
Negli anni successivi Luxottica costruisce progressivamente un modello basato sull’integrazione verticale: l’azienda non controlla soltanto la produzione, ma anche la distribuzione e, attraverso una vasta rete di negozi, la vendita al consumatore. Una strategia che permette al gruppo di espandersi rapidamente fuori dall’Italia e soprattutto negli Stati Uniti. A trasformare definitivamente Luxottica in un gigante internazionale contribuisce una lunga serie di acquisizioni. Nel 1995 arriva LensCrafters, importante catena americana di negozi di ottica, mentre nel 1999 il gruppo acquisisce Ray-Ban, marchio destinato a diventare uno dei simboli del suo successo. Seguono Sunglass Hut e, nel 2007, Oakley. Parallelamente vengono sviluppati accordi di licenza con alcune delle più importanti case di moda internazionali.
Il salto successivo avviene nel 2018 con la fusione tra Luxottica ed Essilor, multinazionale francese leader nella produzione di lenti oftalmiche. Nasce EssilorLuxottica, un gruppo capace di controllare praticamente ogni fase della filiera: dalle lenti alle montature, dalla produzione ai marchi fino alla distribuzione nei negozi.
Oggi il gruppo opera in tutto il mondo e riunisce oltre 150 marchi e insegne, mantenendo una posizione centrale nel mercato globale dell’occhialeria. Negli ultimi anni ha inoltre ampliato i propri interessi verso dispositivi indossabili e tecnologie applicate alla vista. È all’interno di questo impero che assume un significato particolare l’addio di Leonardo Maria Del Vecchio. Il figlio del fondatore continuerà ad avere un legame patrimoniale con EssilorLuxottica attraverso Delfin, ma abbandona il suo ruolo operativo per dedicarsi ad altri progetti imprenditoriali. Una scelta che, almeno sul piano manageriale, segna una nuova distanza tra l’azienda di oggi e la famiglia dell’uomo che, partendo da una piccola fabbrica sulle Dolomiti, l’ha trasformata in uno dei maggiori successi dell’industria italiana.




