L’Italia è determinata a raggiungere la sovranità energetica.
Eni, il veicolo con il quale l’Italia ambisce all’indipendenza energetica.
A distanza di tempo l’Italia torna in Africa con una varietà di progetti, il disegno d’azione prevede interventi in larga scala nel continente africano, dalla Libia al Mozambico. L’iconico cane a sei zampe è reduce di anni di sforzi dovuti alle attività esplorative, ma anche di successi in tal senso: sono stati individuati centinaia di giacimenti e bacini offshore e onshore, i quali permetteranno trivellazioni petrolifere ed estrazioni di gas naturale, garantendo al Bel Paese non solo l’indipendenza, ma anche possibilità di commercio ed esportazioni.
Eni ha già ricominciato a sfruttare i pozzi petroliferi nel bacino nordoccidentale libico, dopo i 5 anni di stop iniziati con la pandemia. Come precedentemente scritto, la National Oil Company libica (NOC) ha stimato di riuscire a portare la produzione di petrolio del proprio paese a 2 milioni di barili al giorno, appunto grazie al trattato stipulato parimenti con ENI e la britannica Bp.
La presenza di Eni nel territorio è indice dello sforzo italiano per la tessitura di una rete e di un’intesa economica nel Mare Nostrum, la quale apre una speranza di futura ricchezza per ambo i paesi del partenariato.
L’Italia torna quasi indisturbata nei dossier energici della costa nordafricana, i soli insieme agli inglesi che nel continente sono presenti a Tripoli. Ma gli sforzi non si limitano ai bacini in Cirenaica, né tantomeno alla Libia, il progetto italiano include anche l’estrazione di gas naturale in Mozambico.
Lungo le coste Eni compete, e collabora, con tante altre aziende internazionali: è stato ufficializzato il Coral North nel Bacino di Rovuma, ovvero un progetto che mira a ristrutturare un’infrastruttura energetica che toccherà presto un valore multimiliardario. Si costruirà un secondo impianto di liquefazione del gas, sarà sommerso in acque profonde e si stima che permetterà di raggiungere i 7 milioni di tonnellate di gas entro il 2028, garantendo al Mozambico un posto tra i maggiori esportatori di gas, insieme a Nigeria ed Algeria.




