sette
Il numero effonde il mondo intero. Nonostante l’amante delle lettere sia solitamente avverso al numero e al mondo del suo riprodursi, nessuno è immune al fascino del simbolo che esso nasconde. Saper far di conto ha ben poco in comune con la numerologia e il mondo che il simbolo numerico disvela. Sappiamo con pressoché sommaria certezza datare la nascita della scrittura, tuttavia, restiamo perplessi dinanzi alla linea del tempo se dovessimo individuare il momento della nascita del numero; assurdo pensare che, senza il numero, neanche il tempo esisterebbe.

Non vogliamo di certo indagare i segreti dello spazio e del tempo quanto cercare, nei meandri dello scibile, il valore extra numerico che al numero stesso è stato dato: si pensi alla monade pitagorica, alla santa trinità, all’ordinata forma del quattro.
La collana Storie di numeri de il Mulino, curata da Umberto Bottazzini, indaga questo affascinante mondo:
Alfabeto di ogni civiltà, i numeri esprimono la misura del cammino umano. Numeri non solo per contare ma anche per raccontare, in un caleidoscopio di narrazioni e suggestioni, dalla filosofia alla teologia, dalla letteratura alla psicologia, dalla musica alla matematica, alla storia dell’arte.
Giunti alla conoscenza di un numero che magicamente affascina più degli altri, perché multiforme e, conseguentemente, in grado di unire mondi opposti, universi paralleli, astri lontani; Raphael Ebgi, docente di Storia della Filosofia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ci porta per mano alla scoperta del numero sette.

Non siamo qui a parlare dei sette re di Roma, dei sette nani o dei sette peccati capitali. Non vogliamo neanche affascinarvi con le sette meraviglie del mondo (antico e moderno) né terrorizzarvi suonando le sette trombe dell’Apocalisse. L’intento, più che altro, è indagare le origini lontane di un simbolo che più che svelare; nasconde, cela, oscura, perché il suo compito è quello di custodire il sapere. Non un sapere, ma il sapere nella sua essenza più pura.
Ancora oggi, d’altronde, è frazione imprescindibile del nostro tempo, scandisce le nostre settimane che altro non sono che frazioni a loro volta del ciclo lunare. Ma sette, secondo l’astronomo egiziano Tolomeo, sono anche le età della vita, inconsciamente vincolate agli influssi dei sette pianeti: Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove e Saturno.

Saturno, il settimo pianeta, «il pianeta della vecchiaia, che ottunde appetiti, pensieri, e tutto ciò che vi è di piacevole nella vita. Tolomeo non fissa un limite alla vita umana, ma l’egemonia naturale di Saturno sarebbe di trent’anni, il novantottesimo anno è dunque l’anno critico, quello in cui Saturno finisce il suo compito». Cosa dunque dopo la settima età, dopo la vecchiaia? Vi è la morte o la rinascita? Questo il sette non ce lo rivela chiaramente ma lascia vestire la sua aura di un manto ancora più misterioso.

Tra qabbalah, magia, religione ed esoterismo, il sette continuerà a piacere e affascinarci proprio perché in sé, cela “la promessa di un sapere senza confini”.




