Il dolore di tutti. Che cosa fa la gente tutto il giorno?
È uscita per Adelphi la raccolta di racconti “Che cosa fa la gente tutto il giorno?” di Peter Cameron, autore statunitense divenuto celebre per “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, romanzo del 2007, pubblicato in Italia sempre per i tipi della casa editrice milanese.
Molto spesso può capitare al lettore, figura mitologica che si nutre di carta stampata, di vivere alcuni periodi di magra, una sorta di inappetenza che lo invoglia a non fagocitare la mole narrativa di un romanzo ma lo esorta intimamente a un pasto frugale. Per far sì che questo spuntino sia almeno nutriente, possiamo consigliare l’antologia di Peter Cameron.

I racconti raccolti sono già stati pubblicati in un lungo arco di tempo di quasi quarant’anni, dal 1980 al 2014, permettono a un lettore attento e in grado di ricostruirne la cronologia, l’evolversi di una scrittura che comunque non ha perso mai la propria marca distintiva. Lo stile di Cameron non è rimasto immutato nel tempo, tuttavia, la capacità di comunicare l’incomunicabile trasuda dalle pagine del libro stesso. Ne Il cane segreto, l’inconsapevolezza di un dolore talmente profondo da non riuscire a essere interpretato da chi lo prova viene alimentato in segreto a tal punto da portare a un dissidio rovinoso tra marito e moglie, il cui amore è comunque sano.
Questa gente di Cameron ha vite ordinarie con problemi ordinari. C’è chi vive un forte senso di inadeguatezza alla società, chi trascorre le ultime giornate di una relazione amorosa prima dell’addio deciso dal proprio compagno. Adolescenti che affrontano la crisi a noi tutti dovuta quando scopriamo la crudeltà della vita. È sempre presente un dolore sibilante, sotteso in ogni azione, anche in quella che appare più spensierata.
Ogni racconto sembra essere accomunato da un finale aperto, come in fondo sono le nostre vite, in cui ogni volta che crediamo si siano concluse, la vita stessa ci impone un nuovo inizio che affrontiamo, nonostante tutto.

In più di un personaggio riecheggia il James di “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, figure “disadattate” che proprio in questi brevi racconti ci permettono di vedere come tutti noi siamo nati inadatti alla vita. Noi con i nostri problemi quotidiani, i dolori per un lutto, le incertezze decisionali; ognuno di noi può riscoprirsi in un racconto, in un ritratto di questa società malsana la cui fuga non è la soluzione e allora sforziamoci almeno a imparare da queste sofferenze. Perfer et obdura! Dolor hic tibi proderit olim. Sii forte e resisti, un giorno questo dolore ti sarà utile, così scriveva Ovidio qualche tempo fa. Questo avrebbe dovuto sapere James e così ogni protagonista di questi racconti, ma spesso il dolore che viviamo non ci permette di vedere altro se non il dolore stesso.
E allora noi vi consigliamo la lettura di questi “dodici racconti raminghi” e se qualcosa non va e un dolore sopito si rianima, seguite ancora una volta il consiglio di Ovidio: et lacrimae prosunt, lacrimis adamanta movebis, anche le lacrime sono d’aiuto, smuoverai con le lacrime anche il ferro.




