Regione Lombardia, Formigoni gela Maroni: “Sua candidatura alla presidenza? Irrituale”

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, durante il suo discorso al Consiglio regionale, mette la parola fine alla sua legislatura dopo 17 anni consecutivi di governo della regione, precisando che, nel caso in cui le dimissioni dei consiglieri arrivassero a quota 41, si potranno avviare le procedure per porre fine alla legislatura in tempi rapidissimi.

Il Governatore ha quindi annunciato l’intenzione di volersi adoperare per “formare la nuova giunta, rinnovata da persone esterne alla politica, entro questa settimana”, auspicando che questa “sia l’ultima settimana di vita di questo Consiglio regionale” e che il “prefetto possa indire le elezioni entro 45 giorni”.
Proprio stamattina, prima dell’inizio dei lavori, era stato affisso dall’opposizione al banco della presidenza del Consiglio regionale uno striscione con su scritto “Tempo scaduto. Formigoni dimettiti”, poi rimosso dai commessi d’aula.

Intanto, Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, intervistato dal Corriere della Sera, si candida apertamente al Pirellone: “La massima ambizione di un federalista è, senza dubbio, quella di poter governare la propria regione. Per quanto mi riguarda, ne sarei onorato e posso anche dire che sarebbe per me certamente più importante e gratificante che fare il ministro. Posso dirlo, visto che ministro lo sono già stato tre volte. Ma è ovvio che non sarà certamente questa la condizione per la prosecuzione dell’alleanza. Non è certo una questione personale”.

Formigoni, però, gela il candidato leader della Lombardia: “Ritengo irrituale che il capo di un partito che ha rotto questa esperienza positiva di governo possa pretendere di essere candidato. Valuterà il Pdl – ha aggiunto il Governatore lombardo – ma ritengo difficile che chi ha rotto questa esperienza positiva di governo possa anche esprimere il candidato”.

Anche Matteo Salvini, segretario della Lega Lombardia, esclude che “si possa arrivare a fine legislatura con Formigoni”, sebbene non respinga affatto l’ipotesi di un’alleanza con il Pdl. Secondo Salvini, la nuova giunta dovrà fare tre cose fondamentali nei prossimi due mesi: cambiare la legge elettorale, togliendo il listino, approvare il bilancio e intervenire sui tagli al numero dei consiglieri e sui vitalizi.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Salvini è Maurizio Gasparri, che ai microfoni di Radio Anch’io ha espresso la sua opinione sulla questione: “Bisogna andare rapidamente al voto. Un’alleanza Pdl-Lega è assolutamente possibile, poi saranno i lombardi a decidere”.
Su questo punto, Gasparri, ha voluto essere estremamente chiaro: “Se ci sarà una coalizione sarà necessario andare alle primarie di coalizione per scegliere il candidato alla presidenza della Regione Lombardia”.

La fine del governo Formigoni in Lombardia, dunque, è ormai cosa certa. Bisogna a questo punto interrogarsi se il leghista Maroni, distratto dallo scandalo politico del tesoriere del suo partito Francesco Belsito e dai numerosi casi di assessori e consiglieri regionali lombardi, anche del Carroccio, indagati e finiti in carcere in questi anni (con accuse che vanno dal peculato al finanziamento illecito dei partiti), sia la persona adatta per guidare la Regione Lombardia.

Giuseppe Ferrara
17 ottobre 2012

 

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