Quindicenne, vittima di cyber-bullismo, si toglie la vita

Canada – Amanda T., una ragazzina di quindici anni, con una vita condivisa su internet, come la maggior parte dei teenager di oggi, decide di togliersi la vita.

Le sue giornate, diversamente da quelle della maggior parte dei suoi coetanei, non erano spensierate. La sua vita era cambiata dal giorno dell’incontro amoroso virtuale. Aveva conosciuto il ragazzo di cui si era innamorata su Facebook, con cui aveva iniziato una relazione dietro lo schermo
del computer. Lui era un cyber-bullo, ma Amanda era troppo ingenua per capirlo da subito. Quando ormai la relazione era iniziata da un po’, infatti, il ragazzo l’avrebbe minacciata di diffondere le foto online, che la ritraevano nuda, se lei non avesse acconsentito di “dare ancora spettacolo” per lui.

Lei, scesa a compromessi, aveva fatto quello che le aveva chiesto, ma le foto sono state condivise sulla Rete lo stesso. La quindicenne ha ricevuto la notizia dall’agente di polizia arrivato a casa sua, che le ha riferito che le sue foto erano state visualizzate da tutti. Amanda, lo scorso 7 settembre, aveva deciso di lottare contro il bullismo virtuale: aveva caricato un video in cui raccontava la sua storia, con una serie di cartelli che dipingono una discesa in un pozzo di incapacità di reagire a chi martoriava la sua sensibilità. Ma la sua lotta è durata troppo poco: oramai la ragazzina era depressa e ha preferito uccidersi.

Amanda aveva tentato il suicido già due volte e, nella scuola che lei frequentava, in molti avevano provato ad aiutarla. Ma, trasferitasi in un’altra scuola di un’altra città, aveva incontrato un altro uomo, più grande, già impegnato, con cui aveva iniziato una relazione. La compagna dell’uomo l’ha cercata e l’ha picchiata, in pubblico. Al suo rientro a casa, la quindicenne aspetta di aprire Facebook  e trovare insulti, maledizioni e inviti a farla finita. Consigli che lei non ha ignorato, ma che l’hanno portata al suo ultimo gesto di disperazione.

Sonia Carrera
14 ottobre 2012

 

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