L’Emilia continua a tremare, Riccardi: ”Senza unita’ saremmo tutti piu’ soli, soprattutto i terremotati”

Mentre incalzano le polemiche per il mancato annullamento della parata del 2 giugno, i cui soldi secondo alcuni esponenti politici (tra cui il sindaco di Roma Alemanno, il leader dell’Idv Di Pietro e quello della Lega Maroni) e cittadini italiani sarebbero potuti esser destinati ai fondi per gli aiuti destinati alle popolazioni terremotate più in difficoltà, in Emilia Romagna la terra continua a tremare.

Difatti da un  comunicato emanato dalla Protezione Civile si apprende che sono state avvertite 15 scosse nella notte la più forte delle quali è avvenuta nelle  province di Modena e Mantova intorno all’1:07 con magnitudo di 3,5 gradi della scala Richter. L’epicentro è stato individuato tra i comuni di Concordia sulla Secchia e Novi di Modena (MO) e Moglia (MN). Sono in corso questa mattina le verifiche dei danni da parte del dipartimento della Protezione Civile.
Così mentre nelle ultime 48 ore sono oltre 300 le scosse registrate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia cresce la paura per il presunto arrivo di una grande scossa, Big One, che possa provocare danni ancora più indigenti. La paura in queste terre non è legata solo all’azione della natura ma anche, soprattutto a quelle dell’uomo: si moltiplicano i casi di sciacallaggio e le forze dell’ordine consigliano di fare molta attenzione.

Oggi Andrea Riccardi,  ministro per la Cooperazione Internazionale, si è recato a Modena per ricordare alla popolazione che non è sola e che: “la Festa della Repubblica è la festa della solidarietà con tutti gli italiani e soprattutto con i terremotati” riferendosi ai presenti Ricciardi ha poi affermato: “non sono soli, non lo sono oggi e non lo saranno domani” e riferendosi a chi gli ha chiesto cosa pensasse della scelta del Capo dello stato di non annulare la parata ha afferamto: “E’ stato preveggente. Le celebrazioni sono sobrie ma sottolineano l’Unità d’Italia. Se non ci fosse unità saremmo tutti più soli, soprattutto i terremotati”.

Ricordiamo ai nostri lettori che sono circa 16.300 gli sfollati in queste terre che sono assistiti dal Sistema nazionale di protezione civile tra Emilia-Romagna e Lombardia.
La protezione civile ha precisato che sono circa 13.700 le persone assistite in Emilia-Romagna nei 35 campi di assistenza, nelle strutture al coperto (come scuole, palestre e caserme) e negli alberghi e campeggi messi a disposizione attraverso la convenzione stipulata con Federalberghi e Assohotel dalla Regione Emilia-Romagna. 9mila sono invece cittadini accolti nei campi tende e in 3.170 quelli nelle strutture, mentre sono 1.200 le persone che hanno scelto strutture alberghiere e ricettive.

1.500 volontari della protezione civile sono impegnati sul territorio, soprattutto nel fornire assistenza alla popolazione, a cui si aggiungono gli operatori ed esperti della protezione civile, dei vigili del fuoco, delle forze armate e dell’ordine, degli enti locali al lavoro, per un totale di oltre 4500 uomini e donne al lavoro.

Tre campi di accoglienza sono stati allestiti anche in Lombardia, nella provincia di Mantova, risultano inoltre ospitate 620 persone, cui si aggiungono 1.980 persone che hanno trovato assistenza nelle strutture al coperto e negli alberghi, per un totale di 2.600 persone assistite.

Negli ultimi 14 giorni si ne sono contate oltre 50 al dì, con picchi di 80 repliche registrate al giorno, per un totale approssimativo di più di 700.

Enrico Ferdinandi

2 giugno 2012

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