Omicidio di Luisa Manca: arrestato il marito

È stato il marito Renzo Dekleva a uccidere Luisa Manca, la bancaria veneziana scomparsa il luglio scorso e il cui cadavere era stato ritrovato tre mesi dopo.
Lo scheletro della donna, rinvenuto sotto un ponte nelle campagne vicentine, aveva permesso agli inquirenti di stabilire la morte per soffocamento.

Era stato proprio il marito a denunciarne la scomparsa affermando che la donna era uscita di casa la mattina del 7 luglio per prendere l’autobus e da allora se ne erano perse le tracce.
Queste circostanze però non erano mai state confermate. Nessun testimone aveva mai visto al donna uscire di casa ne raggiungere la fermata dell’autobus.   
Dopo aver accertato che Luisa non si era allontanata volontariamente, ma era stata rapita e uccisa, le indagini si sono immediatamente concentrate sul marito.
 Il racconto di Dekleva convinceva poco gli investigatori che avevano deciso di indagare sulla vita della coppia. Era così emerso il quadro di un matrimonio fallito, di rapporti corrosi fra i due coniugi e della voglie di Dekleva di rifarsi una nuova vita.
Altro particolare interessante era stata la scoperta che Dekleva affermava di essere laureato in medicina, ma in realtà non aveva mai concluso gli studi. Circostanze che hanno rafforzato i sospetti sull’uomo e consolidato l’ipotesi che mentisse.
La svolta delle indagini infine è stata possibile grazie al ritrovamento di uno scontrino nascosto fra il fogliame, proprio sotto al cadavere di Luisa.
Lo scontrino, probabilmente perso dal killer, provava il passaggio della sua auto sull’autostrada A31, proprio nei pressi del luogo in cui era stato occultato il corpo della donna.
Inoltre quella strada e tutta la zona erano conosciute bene da Renzo Dekleva, che compiva quel percorso anche assieme alla moglie per raggiungere le montagne a Folgaria.
La scoperta ha spinto gli inquirenti a perquisire la casa e l’auto dell’uomo permettendo di identificare, anche tramite gli strumenti telematici, il tragitto compiuto da Dekleva, da Marcon a Cogollo, diverse ore prima della denuncia della scomparsa.
Finalmente l’epilogo finale ha portato all’arresto dell’uomo con l’accusa di omicidio. Secondo le ipotesi degli inquirenti, confermate dalle prove, l’uomo avrebbe ucciso la moglie la sera prima del 7 luglio, poi avrebbe occultato il corpo a Cogollo sotto il ponte, per dare poi l’allarme.
Si conclude tragicamente un altro giallo italiano legato alla scomparsa di una donna.

Valentina Vanzini

1 febbraio 2012

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