Lampedusa: Immigrati in rivolta incendiano il Cda

Continuano i problemi al centro di accoglienza per gli immigrati a Lampedusa. Dopo gli sbarchi degli scorsi giorni che hanno portato sull’isola almeno 200 tunisini sono stati predisposi rimpatri di massa per “alleggerire” un centro d’accoglienza fin da troppi mesi al limite delle sue capacità. Alla notizia dei rimpatri però gli immigrati hanno deciso di scioperare e protestare. A riferire la notizia un portavoce dei carabinieri, alle 18 e 20 di oggi inoltre i vigile hanno spento prontamente un incendio che ha distrutto due padiglioni del centro ed un magazzino. Gli immigranti, in forte prevalenza tunisini sono stati evacuati e passeranno la notte nel vicino campo sportivo ed in altre zone predisposte mentre almeno in 400 dovranno esser trasferiti in altri centri d’Italia il prima possibile.

 

Ad esprimere preoccupazione per la situazione l’associazione Save The Children che ha attribuito le cause dell’incendio a una “situazione di tensione” nel centro dovuta alle strutture non “adeguate alla loro accoglienza”.

In un comunicato dell’associazione si può leggere: “grande preoccupazione per l’incendio in atto nel CPSA di contrada Imbriacola a Lampedusa, in particolare modo per le sorti di una decina di minori presenti al momento nel centro ed arrivati a Lampedusa nella notte di venerdì 16 settembre”.

il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis ha dichiarato in un intervista:

”Basta, oggi con l’incendio del Centro d’accoglienza abbiamo superato la soglia della tolleranza Siamo stanchi di questi tunisini delinquenti, vanno subito trasferiti entro le prossime 48 ore. Anche con le navi militari. Questi delinquenti sono tutti usciti dal centro d’accoglienza dopo averlo dato alle fiamme e stanno entrando nelle nostre case. Adesso siamo stanchi. Non li vogliamo più. Non accettiamo più un solo tunisino sulla nostra isola”.

“Inoltre i nostri concittadini rischiano in questi momenti di finire in ospedale per un’intossicazione da fumo. E’ da più di un mese che parlo di questo pericolo ma non sono stato ascoltato. Abbiamo mille tunisini che adesso hanno combinato un casino”.

Il sindaco ha poi aggiunto:

“Sto chiamando adesso il ministro Maroni, il premier Berlusconi e pure il presidente della Repubblica Napolitano vogliamo essere aiutati. E’ bastato un attimo per fare crollare quello che abbiamo costruito con fatica da febbraio a oggi. Ora si è superato ogni limite di tollerabilità. Se ne devono andare subito dalla nostra isola”.

I tunisini fuggiti dal centro durante l’incendio sarebbero stati tutti rintracciati. La situazione nel frattempo si fa sempre più tesa.

 

di Enrico Ferdinandi

 

20 settembre 2011

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