Parolisi: mentre il Tribunale convoca i familiari, pronto il ricorso per la scarcerazione

di Patrizia Tarli

Sei ore d’interrogatorio dinanzi ai magistrati teramani – lo scorso 29 agosto sono stati sentiti per la prima volta i familiari di Parolisi.

I magistrati titolari dell’inchiesta, Davide Rosati e Greta Aloisi, hanno ascoltato il fratello di Salvatore, Rocco, e la sorella, Francesca – convocato in Tribunale anche il padre, Pasquale, che però non è stato ascoltato dagli inquirenti.

La prima ad essere ascoltata è stata la sorella Francesca – l’interrogatorio è durato circa tre ore, in cui gli inquirenti hanno cercato di avere delucidazioni circa la telefonata del 25 maggio scorso tra Salvatore e la sorella. Nella telefonata, oggetto d’intercettazione nell’ambito delle indagini per l’omicidio di Melania, la sorella parla di “clienti” all’interno della caserma Clementi di Ascoli Piceno, quella in cui il Caporal maggiore addestrava le soldatesse. Nella stessa telefonata Salvatore confessava alla sorella di essere dispiaciuto “che a rimetterci sia stata Melania”.

Dall’interrogatorio è emerso che il termine “clienti” utilizzato da Francesca Parolisi nella telefonata stava a significare che altri all’interno della caserma erano nella stessa posizione di suo fratello – ovvero vi erano altri che avevano rapporti con le soldatesse.

Circa tre ore la durata del faccia a faccia pomeridiano con gli inquirenti di Rocco Parolisi, fratello di Salvatore e guardia carcerata a Rovereto – da Rocco i magistrati hanno voluto chiarimenti sulle relazioni extraconiugali del Caporal maggiore.

Intanto i legali di Parolisi si sono affrettati a smentire l’esistenza di un tesoretto, ovvero la pista seguita dal Tribunale in seguito ad accertamenti patrimoniali su Parolisi che avrebbero rivelato l’esistenza di 100 mila euro accumulati negli anni dal Caporal maggiore con missioni militari all’estero.

A tal proposito, l’avvocato difensore di Parolisi, Valter Biscotti ha dichiarato: “Ma quale tesoretto, non esiste. Sono solo sciocchezze, è solo fantasia. Non so chi metta in giro queste cose”.

Lo stesso avvocato Valter Biscotti ha inoltre annunciato che domani depositerà il ricorso in Cassazione per far tornare in libertà il Caporal maggiore – oggetto d’impugnazione l’ordinanza emanata dal tribunale d’appello dell’Aquila, perché “carente di motivazioni”.

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