Confindustria Basilicata: “Le Istituzioni locali non devono gravare sulle imprese”

fiat-melfi-Quarantadue fallimenti al giorno. Quattromilacinquecento dall’inizio dell’anno. Sono questi i numeri nefasti di una crisi economica che attanaglia con particolare veemenza il settore industriale e imprenditoriale del nostro paese. Una situazione che rischia di assumere proporzioni ancor più catastrofiche per quelle realtà imprenditoriali situate in regioni già fortemente penalizzate. La necessità di un intervento a livello centrale e di una efficiente gestione locale delle poche risorse disponibili si fa sempre più incombente.
La delegazione di Confindustria Basilicata, formata da Lorenzo Pagliuca, presidente dei Giovani Imprenditori, e da Stefania D’Adamo, presidente della Sezione Industrie Meccaniche, in un incontro con il Sindaco di Melfi, Livio Valvano, per discutere dei livelli di imposizione fiscale per le imprese insediate nell’area industriale di San Nicola di Melfi, ha voluto sottolineare proprio tale esigenza: “In un momento complesso per le imprese, occorre che le istituzioni locali pongano grande attenzione nel gestire le leve della fiscalità per non pregiudicare ulteriormente gli equilibri finanziari delle aziende lucane. Si tratta di un’esigenza ancora più stringente per le realtà produttive insediate nell’area industriale di San Nicola di Melfi, alla luce delle dinamiche del comparto dell’automotive”.
Pagliuca e D’Adamo hanno inoltre precisato che già lo scorso anno Confindustria Basilicata aveva spiegato come fosse inopportuno applicare l’aliquota massima Imu sugli immobili industriali dell’area di Melfi. “Ora il rischio è che la storia si ripeta a causa della trasformazione della Tarsu in Tares”, hanno sottolineato i rappresentanti di Confindustria Basilicata. Ciò che si auspica è un’azione di responsabilità da parte del Comune di Melfi, affinché  l’impegno del Sindaco di non incrementare ulteriormente la tassazione trovi una concreta conferma, necessaria per consentire alle imprese di liberarsi, almeno in parte, del peso di una situazione economico/fiscale ormai divenuta  intollerabile. “In caso contrario- hanno concluso Pagliuca e D’Adamo – si porrebbe un ulteriore fardello sulle imprese, con il rischio concreto che esso possa divenire insostenibile”

Giuseppe Ferrara
18 aprile 2013

 

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