Sette arresti in Basilicata, truccate le gare d’appalto

Sette arresti in Basilicata, truccate le gare d’appalto

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Basilicata nuovamente nell’occhio del ciclone. Sette persone, tra cui dipendenti del Comune di Potenza, della Regione Basilicata e imprenditori, sono finite agli arresti domiciliari. Le accuse sono di corruzione, istigazione alla corruzione, falso e turbativa d’asta. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip di Potenza su richiesta della Procura del capoluogo lucano.

Nell’ambito del terzo filone dell’inchiesta “Vento del Sud”, che ha fatto luce su diversi appalti e che negli scorsi mesi ha portato all’arresto anche di un consigliere del Comune di Potenza, sono stati eseguiti anche i provvedimenti del divieto di dimora per un funzionario comunale del capoluogo lucano e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altre due persone.

Secondo l’accusa, le modalità di partecipazione alle gare d’appalto della Regione Basilicata consentivano alle singole imprese indagate (con sede nelle province di Potenza e Matera) di non perdere mai l’aggiudicazione. L’invito alle gare, infatti, veniva rivolto ad un numero di imprese ”amiche” in modo da poter ”indirizzare” le offerte ed assicurarsi che la migliore sarebbe risultata quella proposta dall’impresa che avrebbe dovuto aggiudicarsi i lavori. Era stato creato, inoltre, un sistema di selezione per orientare l’affidamento dei lavori di manutenzione degli immobili della Regione che in futuro avrebbero dovuto essere aggiudicati.

Sono stati notificati avvisi di conclusione delle indagini anche ad altri soggetti, fra i quali un dirigente della Regione ed un ex assessore del Comune di Potenza.

Giuseppe Ferrara
18 luglio 2014

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