Basilicata, “Rimborsopoli”: 32 rinvii a giudizio. C’è anche il presidente Pittella

Basilicata, “Rimborsopoli”: 32 rinvii a giudizio. C’è anche il presidente Pittella

regione-basilicata-finanzaTrentadue consiglieri regionali della scorsa legislatura, tra cui l’attuale presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, ed il suo predecessore e sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, sono stati rinviati a giudizio dal gup di Potenza, Tiziana Petrocelli, per l’inchiesta sui rimborsi illeciti, la cosiddetta “Rimborsopoli”, che ha causato la fine anticipata della precedente legislatura e che ha coinvolto le forze politiche di ambo gli schieramenti.

Le indagini, si ricorda, sono riferite al periodo 2010-2011 e sono scattate grazie soprattutto ai rapporti tra un gruppo consiliare e la dirigenza nazionale. A seguito delle voci di rimborsi illeciti a membri del gruppo, si è deciso di estendere gli accertamenti a tutti i consiglieri della Regione Basilicata.
Svolti gli ulteriori accertamenti, i pubblici ministeri (prima Eliana Franco e Sergio Marotta, poi anche Francesco Basentini) hanno aperto uno scenario probatorio da cui è emersa l’effettiva attuazione di rimborsi illeciti, per spese non istituzionali ma di carattere privato oppure per somme gonfiate.

Pittella e De Filippo, finora, si sono sempre mostrati tranquilli e sicuri di poter chiarire la situazione, nonostante le pesanti accuse.

Esce dall’inchiesta, invece, l’ex presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Santochirico, nei confronti del quale il gup ha deciso di non procedere.

Tra i rinviati a giudizio ci sono quattro consiglieri regionali in carica: Paolo Castelluccio e Michele Napoli (Forza Italia), Franco Mollica (Udc), Nicola Benedetto (Centro Democratico).

La prima data dell’udienza è il 31 ottobre.

Queste le parole a caldo del presidente Pittella, pronunciate subito dopo aver appreso la notizia del suo rinvio a giudizio: “Prendo atto con rispetto della decisione della magistratura. Sono sereno e fiducioso perché avrò finalmente l’opportunità di difendermi, facendo venire alla luce la verità dei fatti, certo come sono di non aver commesso alcun reato. Nell’attesa, proseguirò con immutato impegno il lavoro di governo avviato per il bene dei lucani”.

Giuseppe Ferrara
16 maggio 2014

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