La grandezza della Politica

La coscienza, pubblica e privata, addormentata negli ultimi decenni, dovrebbe essere rimessa al centro anche dei processi di creazione di valore. In un non lontanissimo passato,  la ricchezza poteva formarsi attraverso lenti e costanti processi, che non venivano inficiati dalla complessità delle architetture finanziarie. L’homo oeconomicus non aveva ancora scoperto del tutto la sua passione per il dominio del tempo, forse perché ne conosceva il reale valore e perché conosceva, anche se a tratti, il valore dell’eternità. La corruzione del breve termine non si era ancora del tutto impossessata della funzione di utilità e della quotidianità dell’uomo. L’esercizio della razionalità era ispirata da una coscienza, presumibile surrogato anche di opportunità positive, che non creavano di continuo scorciatoie ed inganni. La condivisione e la solidarietà, in modo razionale e profittevole, venivano agite come frutto di riflessione e di utilità comune e prospettica, il breve termine era visto come necessità di agire per creare e non per distruggere.

La Politica dovrebbe essere portatrice di questo imperativo di creazione di valore complessivo. Papa Francesco nella Evangeli Gaudium scrive: «Chiedo a Dio che cresca il numero di politici capaci di entrare in un autentico dialogo che si orienti efficacemente a sanare le radici profonde e non l’apparenza dei mali del nostro mondo!». Il Papa venuto dalla fine del mondo considera la Politica una vocazione altissima. E tale dovrebbe essere. Mentre spesso diventa l’affannoso conseguimento di eccessi di ricchezza per pochi nel breve termine, che non sottrae utilità e benessere solo ai propri contemporanei ma distrugge anche la qualità della vita di chi verrà dopo. E sembra che la finzione governa tutto. «La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima», continua il Papa, «è una delle forme più preziose della carità, perché cerca il bene comune. Dobbiamo convincerci che la carità è il principio non solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche delle macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici». La carità nelle macro relazioni, la grandezza della politica che persegue il bene comune. La Politica è la più alta forma di carità e allo stesso tempo la più grande prova: il potere esercitato non per il bene comune per il proprio tornaconto è come servire due padroni, fa scadere nella corruzione.

Lo scenario macroeconomico continua a dare segni di cedimento, uno scenario quasi post-bellico. Non solo finzione, ma anche ottusità, mancanza di responsabilità, arguzia narcisistica funzionale solo per i propri adepti e clientes, eliminazione di qualunque struttura di riferimento della Politica come servizio al bene comune. Il crollo etico-morale, l’arricchimento sfrenato per pochi, testimoniano che l’economia del breve termine soggiace alla legge del più forte, e del più furbo. Abbiamo veramente bisogno che la Politica torni ad essere grande, che sia frutto anche della bellezza come esercizio per conseguire il bene, comune e condiviso.

L’economia e la finanza devono essere sottoposte a riforme strutturali per renderle funzionali all’economia reale: la finanza va messa al servizio dell’economia e usata per supportare il lavoro; l’economia va ristrutturata per consentire una disponibilità di risorse aggiuntive per una coerente creazione di ricchezza ed una sua armonica distribuzione. La Politica, vocazione altissima, dovrebbe governare il tutto. Adoperiamoci per fare in modo che l’invito del Papa si realizzi, senza se e senza ma.

di Vincenzo Manfredi

25 aprile 2014

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