Eucarestia e Coronavirus: mmm pe me così nun funziona e ve dico perché

Eucarestia e Coronavirus: mmm pe me così nun funziona e ve dico perché

Nun me vojo fa sempre riconosce. Prima de scrive sto articolo c’ho pensato. Me so fatto un par de domande e ho cercato de damme delle risposte pratiche: la cosa l’ho presa davero sur serio perché io ce credo, ce credo veramente.

Quindi andiamo subito al punto.

La Cei co ‘na nota informa che dal 9 marzo nun verranno celebrate le messe e che so sospesi pure tutti i sacramenti. Questo per il bene de tutti: pe sconfigge sto virus ‘nfame ognuno deve fa la sua parte e quindi pure la Chiesa. Giusto. So d’accordo.

L’arcivescovo Felice Accrocca in accordo co’ quanto comunicato dalla Cei commenta definendo er tempo che stamo a passà come un “tempo di digiuno eucaristico” e me pare che sta cosa sia pacificamente acquisita e condivisa da tutto il clero.

[…] non si può tentare Dio, sfidando la prudenza. Anche questa volta ce la faremo… Impariamo a trarre il bene anche dal male. V’invito perciò a intensificare la preghiera personale e familiare, ad alimentare questo tempo di digiuno eucaristico con il pane della Parola” – queste le parole dell’arcivescovo nella sua nota.

Giusto, giusto, giusto, dicono tutti. Giusto un par de scatole, dico io! Me stai a pjà in giro? A che gioco volemo giocà?

È apprezzabile che la Chiesa voglia fare la sua parte, ma no così. Ora il discorso che vado facendo qui di seguito è chiaramente rivolto a cattolici che ce credono veramente, e va letto solo ed esclusivamente alla luce della fede, ma nello stesso momento credo che possa riguardà chiunque nella misura in cui je interessa capì come funzionano alcune dinamiche.

L’Eucarestia è una cosa seria e pe i cattolici, è il centro della messa. L’Eucarestia pe un cattolico non è un simbolo come per i protestanti. Nell’Ostia c’è il vero corpo e il vero sangue de Cristo. Nun giocamo con la trasustansazione, nun trattamo sto sacramento come un simbolo, un rituale tradizionale, un espediente liturgico, sostituibile con la Parola e la preghiera o ‘na comunione spirituale. So cose molto diverse, tutte importanti, ma nell’Eucarestia se gioca la partita della salvezza. Se il verbo s’è fatto carne e s’è fatto carico de un destino atroce un motivo ce sarà pure. Altrimenti rimaneva verbo, no? Ed il motivo perché il verbo s’è fatto carne nun ce lo dovemo sta a inventà, ce lo dice proprio Lui, chiaro e limpido:

«In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me…»   (Giovanni 6:53-57)

La celebrazione Eucaristica pe 2000 anni nun è mai stata sospesa per popolo. C’è stata sotto le bombe, co la peste, durante le persecuzioni, c’è gente che è morta male pe difende sto sacramento, e tu che fai? me lo sospendi pe na cazzata del genere?

<<Ma come ti permetti a dire che è una cazzata, questo virus è una cosa terribile!>>

Vabbè, ciaone proprio. Se ce credi davvero, se davero sei cristiano e cattolico il problema tuo nun è morì. Prima o poi succede a tutti e la morte nun è la fine. Il vero problema è come mori. E lo sai bene! Nun è che ce mancano i martiri. Quelli che hanno preferito la morte (spesso brutta) all’abiura nun erano mica dei cojoni! Sarvà la pelle nun è er primo problema del cristiano. Nemmeno avecce benessere. Ma è amare, annà in Paradiso e portacce più gente possibile. Questo è, perché è questo che vo’ Dio Padre.

Quindi immaginamo pe assurdo che sto virus mettesse a rischio davero tutta la vita umana sulla terra (e nun è così, per fortuna). Se è vero, come se dice e se predica da quasi 2000 anni, che chi nun se comunica (e nun se battezza, ma lasciamo perde il battesimo per il momento pe nun fa confusione) non avrà la vita eterna, nun c’è nessuna calamità umana, nun c’è nessuna morte per atroce che sia, che sia peggio de morì in stato de non grazia e pjassela in quel posto pe l’eternità.

Ma quello che me fa arrabbià ancora de più so tutti quelli che me citano Matteo 6 dicendo che se po’ pregà a casa e che la Parola se po’ sentì anche tramite streaming, che se po’ fa anche la comunione spirituale, che è lo stesso e che nun serve andà in Chiesa o partecipà alla messa pe esse cristiani compliant.

Ma anche no!

Certo che se po’ pregà a casa e certo che se po’ ascoltà la Parola in streaming, certo che se po’ fa la comunione spirituale, tutte cose bone in sè (anche se forse è da chiarì bene bene quello che davvero voleva dì Matteo), ma questo nun po’ sostituì la messa! La messa non è solo preghiera e Parola (che possono esse gestite anche da laici in qualsiasi posto), è soprattutto Eucarestia! Preghiera e Parola preparano l’Eucarestia che è il cuore, il centro, il fine della messa.

Per assurdo il Battesimo in casi estremi po’ esse anche dato da un laico, mentre pe trasformà il pane e il vino nel Corpo e il Sangue di Cristo serve per forza un sacerdote, e nun se prendemo in giro che la comunione spirituale è la stessa cosa. Non lo è perché se lo fosse perderebbe di senso la portata dell’incarnazione.

Gesù more in croce non per portare la Parola, pe quello bastava un Profeta qualsiasi, o pe dì alla gente de pregà (ar tempo de Gesù se pregava forte), ma pe istituì l’Eucarestia e noi che famo?

Tenemo aperte le Chiese pe pregà (che se po fa a casa), celebramo le messe in streaming pe annucià la Parola che conoscono pure le pietre, ma nun se preoccupamo dell’Eucarestia. L’Eucarestia è il sacrificio di Cristo, è il prezzo pagato, è il pegno della salvezza, il lascia passare per il Paradiso, il mezzo con cui Dio partecipa, santifica e redime il mondo in Cristo e in cui il suo progetto di salvezza si fa fatto, taglia la storia.

Sto digiuno Eucaristico nun me po’ convince, me so fatto tante domande sull’opportunità o meno de sto digiuno e sia chiaro non sono contrario al digiuno Eucaristico in sé, a volte può sicuramente essere una grazia, come nel caso del Venerdì Santo, o pe evità eventuali comunioni sacrileghe, o per altre ragioni strettamente spirituali sganciate dalla contingenza der mondo, ma non è questo il caso. Questa è stata una risposta, un adattamento a un dictat del mondo.

Da come se ne parla pare che stamo in un periodo dove la gente fa scorpacciate di Eucarestia, che c’è un’ingordigia Eucaristica, grandi abbuffate da sedare, mentre basta andà ogni tanto in Chiesa per capì che la gente nun ce va più a messa, che nell’urtimi 100 anni er numero de praticanti s’è decimato e durante le funzioni ordinarie altro che le distanze di sicurezza! Parlà di digiuno Eucaristico per il bene dei cristiani è come parlare di digiuno alimentare per il loro bene ai bambini africani.

Ma ragioniamo, perché a me interessa de capì le cose come sono e de fa la volontà de Dio, no de avecce ragione, quindi cercamo de capì insieme e se quarcuno me da na versione migliore che me fa cambià idea che Dio lo benedica!

La Cei comunica de suo de smette di celebrare le messe pe nun creare un incidente diplomatico coi governi, con la legge del mondo pe capisse, perché, parlamose chiaro, se la Chiesa non avesse anticipato la sospensione delle messe di sua sponte sicuramente sarebbe arrivato un decreto ufficiale da parte dei governi, che avrebbero imposto non solo la sospensione delle funzioni, ma la chiusura proprio delle Chiese alla stregua di cinema e teatri (come se fossero la stessa cosa), che per fortuna non c’è stata, attestando il fatto che il governo pò comannà sulla Chiesa e la Chiesa in quel caso deve abbozzà.

Da questo punto de vista, quindi, quella della Cei è stata anche una mossa politicamente astuta e saggia, ma se la querelle temporale è risolta non lo è affatto quella spirituale interna nella quale si apre un problema teologico. Certo mejo lavà i panni sporchi in famiglia, nun c’è dubbio, ma la Chiesa così facendo, di fatto, si adatta alla legge del mondo, alle aspettative e al desiderio del mondo e sottomette il Santissimo a questa legge e ricordamoce bene che per un cattolico il principe di questo mondo è Satana! E che Satana nun è un simbolo come qualche alto prelato va predicando, ma persona reale.

E immaginiamo un po’ chi po’ esse contento se nun se celebrano più messe, se non se da l’Eucarestia, se nella Chiesa nun c’è più la presenza del Santissimo, nun ce stanno battesimi e la gente more senza sacramenti e funzioni religiose?

Secondo voi, così a naso, a chi è che je piace na situazione del genere a Dio o a Satana?

Ecco. Questo è il problema. Noi cristiani dobbiamo obbedire solo a Dio, dobbiamo fare la volontà di Dio non dobbiamo rendere conto a nessun’altro, l’obbedienza alla Chiesa è santa ma è un riflesso della fede e dell’obbedienza della Chiesa alla volontà di Dio di fronte la quale, essendo questa composta da uomini, ne aderisce in maniera libera. Se un prete o il mio Padre Spirituale me dicesse de sgozzà un regazzino, io rispondo anche no e no perché è un gesto cattivo, ma perché non mi sembra rifletta la volontà di Dio come si presenta a me. Se invece fosse Dio in persona a dirmelo sarebbe diverso e in quel caso dovrei fare come Abramo co Isacco Vedi nota

Se un governo me dovesse obbligà a fa na cosa non cristiana, in teoria me dovrei rifiutà a qualunque costo. Poi magari me cago sotto e abiuro, ma questo è un altro discorso.

Detto questo dobbiamo aggiungere che la Chiesa non è immune da apostasia, anzi nun so certo io a sveiamme na mattina e inventamme che la Chiesa po’ apostatà. L’apostasia della Chiesa è un evento che fa parte della rivelazione. Ne parla Paolo, ne parla l’Apocalisse, ne parlano tante profezie. I cristiani aspettano la seconda venuta de Cristo, e questa avverrà dopo la manifestazione dell’Anticristo che sarà possibile proprio per l’apostasia della Chiesa.

Pe i cristiani l’Anticristo pe manifestasse aspetta solo che i falsi cristiani siano un numero sufficiente, ed è proprio nel clero che va reclutando i suoi ministri. Questa nun è una fantasticheria o n’invenzione mia, è tutto confermato dal catechismo ufficiale della Chiesa cattolica.

È fazioso fasse venì il sospetto che questa decisione potrebbe somiglià a quell’ “impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità” raccontata nel catechismo cattolico?

Per queste ragioni, sembrandome tutto un po’ strano, sentendo un po’ puzza di bruciato (perdonate la battuta) me sento più che leggittimato a famme na domanda più profonda, dato che noto nel seno della Chiesa quarcosa che nun me torna. (E non voglio entrare nemmeno nel merito del Sinodo d’Amazzonia).

È vero come ricorda l’arcivescovo Arrocca che l’uomo nun deve sfidare Dio ma è anche vero che Dio nun sfida l’uomo e lo vole salvà, c’ha tenuto tanto a dare un’immagine riconoscibile e stabile di sé (contrariamente a quanto è avvenuto per il passato) dove si è presentato come Padre e c’ha riscattato a caro prezzo.

Per la cronaca così recita il catechismo della Chiesa Cattolica:

 L’ultima prova della Chiesa

675 Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. 637 La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra 638 svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne.

676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato «intrinsecamente perverso». 

677 La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione. 642 Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa 643 secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male644 che farà discendere dal cielo la sua Sposa. 645 Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo giudizio 646 dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa. 647

Quindi nun vojo di’ che questi so l’urtimi tempi (speriamo de no), perché nun lo so, come nun so se la Chiesa co sta mossa stia facendo apostasia o meno, nun me piace di’ fesserie, nun me piace fa er complottista, il giudice etc, spero de sta a prende na toppa grande, ma che l’arbero se giudica dai frutti me lo insegna il Vangelo. E che se devo guardare la bontà o meno de una decisione lo devo fare a partire da quella che è un’economia della salvezza celeste e non alla luce di un’opportunità terrena o di benessere comune, e me chiedo se davvero la sospensione dei sacramenti possa essere funzionale a questa economia della salvezza, magari si, magari no ma c’è da riflettece forte. Nun potemo liquidà la questione così.

N.B
Ribadisco a chi sentendo tutto sto discorso se sente scandalizzato, che quello che dico ha senso solo per chi ce crede veramente e va letto all’interno di una determinata cornice e coerenza teologica che riguarda la Chiesa e la dottrina cattolica, perciò che è e ciò che nun è, per quello che dovrebbe essere e per quello che nun dovrebbe essere. Tant’è.

Fuori da sto schema capisco tutto e trovo anche ragionevole chi sostiene che le Chiese andrebbero chiuse come i teatri perché lo Stato deve esse laico e ragionà da laico (che non vor di ateo, né tanto meno anticlericale).

A parlà male se po’ fa pure peccato, ma nun è che pe paura de sbajasse nun se pensa e si obbedisce farisaicamente a tutto quanto.

A me er dubbio che tanti der clero e alti prelati, nun ce credono davero alla transustansazione, a Satana e a tutto l’ambaradam, me viene forte e se così fosse allora che lo si dica chiaramente!

Parliamone, se avemo giocato pe 2000 anni diciamolo, siamo seri e alla luce de questo capimo che deve esse la Chiesa cattolica. Perché se stamo a comportà in pieno stile protestante dove nell’Eucarestia non c’è davvero Gesù e la dottrina della fede è normata dallo Stato. Se è così diamo a Lutero ciò che è di Lutero e smettemo da fa l’ipocriti, chiedemo scusa al mondo per tutte le ingerenze e dell’uso improprio che abbiamo fatto dell’autorità di Dio. Non portiamo il nome di Dio mentendo.

C’è un fatto che deve esse preso in considerazione, pe la prima volta nella storia il mondo sta a dettà la sua legge alla Chiesa cattolica che nel bene e nel male ha sempre resistito al mondo, anzi il suo ruolo è proprio quello di resistere al mondo. Andiamo indietro de 80 anni e vedemo la differenza tra l’approccio cattolico e quello protestante nella Germania nazista. Il fatto che mo questa connivenza sembra na scelta di buon senso non cambia la questione, anzi la confonde ancora di più.

Molti fedeli ritengono giusto sto adattamento alle ragioni mondane, dicono che se tratta de scelte sapienti, civili, legittime, applaudono forte a questa posizione, dicono: “me dispiace ma è giusto” –  (la parola giusto me fa paura, io nun vorrei mai esse giudicato da Dio secondo giustizia) –  e infatti so pochi i cristiani che se so arrabbiati e i sacerdoti che se so opposti, tutto procede come se fosse naturale, e chi si oppone viene considerato un fanatico, un irresponsabile, tutto po’ esse, ma de sicuro nun è così ovvio e pacifico.

Qui forse nun se semo capiti ma me viene er dubbio che stamo a trattà il Santissimo Sacramento e tutti i Sacramenti come qualcosa di non centrale, come un accessorio, come qualcosa che po’ esse sospeso pe un motivo qualunque che viene da fori, come qualcosa che non è primario e fondante, stamo a dì che ce pò esse qualcosa che viene prima, qualcosa der mondo che lo pò mette da parte e al quale se deve adattà.

Se è così a sto punto superamo st’ ipoicrisa, accettamo che c’è gente che è morta senza motivo e dimo che c’aveva ragione Lutero e smettiamola con questa farsa. Se invece le cose nun stanno così spiegateme allora meglio l’economia della salvezza che c’è dietro sta decisione perché nun la capisco.

Comunque urtimi tempi o meno io che nun so nessuno avrei fatto diversamente: avrei moltiplicato le messe in modo che se potessero aumentare le già ampie distanze tra i fedeli durante le funzioni e magari avrei cercato di organizzare i fedeli con prenotazioni per gestire i flussi, distribuito mascherine e amuchine etc. Avrei proposto più adorazioni perpetue (tanto c’è più tempo) me sarei preoccupato insomma de come potè dispensa più Eucarestia (anche ai malati negli ospedali), più Battesimi, più riti funebri, più Gesù, più Gesù, più Gesù, più salvezza celeste.

Perché si ce credemo veramente la salute dell’anima viene prima e vale più de quella de un corpo.

Alcuni sacerdoti tengono aperte le Chiese e si stanno organizzando per dare comunque a quelli che proprio la chiedono l’Eucarestia e a questi va il mio plauso e gli dico di continuare così e non avere paura de rischià di disobbedì. Siate meno timidi e nascosti che non state a disobbedì a Dio. Pure Gesù allora ha “disobbedito” alla legge, ha guarito de sabato e tutto il resto e per questo è stato visto male male da quegli uomini là, ma no da Dio. Ricordamoce che Gesù è stato messo a morte dal Sinedrio, è stato crocefisso pe empietà, blasfemia, eresia, eppure nessuno più de Lui faceva la volontà del Padre.

Oggi bisogna chiedese qual è la volontà del Padre, entrando nel senso profondo delle cose, ragionando secondo la legge dell’Amore, secondo l’economia della salvezza celeste. E io in cuor mio con la fallibilità umana che me abita, ma nello stesso momento co tutte le buone intenzioni del caso, rispondo, che se nella rivelazione c’è scritto che ci sarà l’apostasia della Chiesa, questo può accadere perché è permesso da Dio e fa parte del suo disegno, ma questo non mi autorizza e legittima a seguire i dettami di questa Chiesa apostatante, anzi, se un po’ conosco il Padre me ce gioco le palle che de sicuro vuole che se salvano più persone possibile, e più persone possibile se salvano, secondo me, co più Gesù.

È possibile che mi sbaglio, nel caso chiederò perdono e andrò in Paradiso senza palle, nun sarò l’unico, né il primo, ma almeno pe na bona causa.

«Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco …» (Matteo 18: 8,9)

Io dopo esseme fatto delle domande e praticato il digiuno Eucaristico per un paio di settimane pe fa discernimento ed evitare Comunioni sacrileghe, o predicare cose di pancia, me so dato una risposta che è quella che ho qui esposto, e da parte mia cercherò di fare la Comunione ogni volta che ci riesco e di offrirla per chi non è nelle condizioni di prenderla, e invito tutti a fare lo stesso, perché per chi ce crede l’Eucarestia è vita, è ciò che da la vera vita.

Concludo con una frase di un grande economista che è abbiamo scelto come riferimento di questa testata.

«Chi non ha il coraggio di dire quello che pensa, finisce col pensare se non quello che avrà il coraggio di dire» (Achille Loria – 1857-1943)

Vi invito comunque a leggere il libro 20 del De Civitate Dei di San Agostino, facendo attenzione al capitolo 19

https://www.augustinus.it/italiano/cdd/cdd_20.htm

Perché in romanesco?

Ho visto troppa gente dire le peggio falsità e porcherie in italiano fluente, persino in eloquente latino e ho visto analfabeti fare e dire cose grandiose.

Parlo con il cuore e il mio cuore parla così.

In romanesco perché vorrei che fosse messa al centro la praticità e l’autenticità dell’intenzione, l’umanità della questione, anziché che trasformare la querelle in un mero formalismo specialistico di natura teretico/teologica. Qui non si tratta di far quadrare un bilancio, di far tornare i conti, di salvare le apparenze (direbbe qualche filosofo), ma di capire le cose come sono veramente e agire di conseguenza.

***Piccola appendice per chi non crede e me dice:

a Lorè mortaccitua – a Roma mortaccitua vor di tante cose – quella che tu chiami cazzata sta a fa morì un sacco de gente, ce stanno medici e infermieri che lavorano 24/7 come pori cristi, molti di loro ce rimangono pure e tutti stanno a sacrificà qualcosa per fermà sta pandemia operando a favore della vita. Tutto po’ esse sacrificato pe vince sta pandemia, pure l’Eucarestia. Tu nun c’hai diritto più degli altri”.

Io je risponno:

“zi, datte na carmata. Innanzitutto te dico che c’hai ragione, forse nun me so spiegato bene. Quello che ho detto ha senso solo all’interno di un discorso di fede, di Chiesa e di dottrina. Perché fintanto che il potere temporale e quello spirituale coincidono sti problemi nun se pongono, ma quando questi due poteri sono divisi, e io personalmente sono per la divisione dei poteri perché so un liberale e vojo no stato laico, sti problemi se vanno automaticamente a creà. Tu parlandome da non credente me consideri l’Eucarestia alla stregua del jogging o del gusto de annà a cena fori, o de vedesse un film al cinema, un capriccio insomma, e te capisco e da fan della laicità quale sono, se lo Stato avesse imposto la chiusura proprio delle Chiese e di tutti i luoghi di culto, come è stato fatto per i luoghi di cultura (scuole, cinema, teatro) non avrei avuto nulla da recriminare (forse si ma per altre ragioni). Si dia a Cesare quel che è di Cesare, sic! Se fossi stato il capo del governo (ripeto non lo se lo avrei fatto) magari avrei potuto anche dire: “chiusi i luoghi di culto! Chiuse le Chiese”. (Perché nun ce se po sempre nasconde dietro la religione pe leggittimà tutto.) Ma poi in privato come credente avrei applaudito il prete disobbediente e io stesso avrei violato questa legge assumendomi tutte le responsabilità del caso. Perché pe me l’Eucarestia è ciò che da la vera vita, prendere l’Eucarestia è dare e ricevere la vita, nun è un capirccio. Questo chiaramente vale per me, per la mia sensibilità e non pretendo che nessuno mi dia ragione. Il mio credo privato non può essere universalizzato e imposto. Io credo a mio rischio e pericolo, come a loro rischio e pericolo alcuni tedeschi ai tempi di Hitler se so rifiutati de ammazzà gli Ebrei. Postulare che lo stato c’ha sempre ragione e operi secondo il vero bene è un po’ da sottoni.

Il problema nella fattispecie è della Chiesa cattolica per come si è autodefinita storicamente come istituzione reale e simbolica in relazione alla sua missione e quello che sta ad accadè in questo particolare momento porta alla luce un problema di fondo molto più grande e da cattolico sono chiamato a famme na domanda e cercà na speigazione alla scelta che è stata fatta: se è dovuta a una mancanza di fede, a un adattamento al mondo o a una reale decisione strategica secondo un’economia della salvezza celeste, perché io devo risponde a sta cosa con azioni pratiche e devo capì qual è la volontà de Dio, almeno come principio. Questo dico. Le Chiese protestanti obbedirono tranquillamente ad Hitler. Oggi sta cosa ce fa ribrezzo e diciamo meno male che siamo cattolici, ma il principio è lo stesso, non è che perché sta cosa sembra de più buon senso rispetto ad Aushwitz va accettata o persino promossa. Se po’ fa tutto ma se quarcosa nun me sconquiffera me devi spiega l’economia della salvezza che c’è dietro. Questo è.”

Con questo spero di avere detto tutto e comunque Joseph, Jeorge, quanno ve pare, so tutto orecchie.

Nota 1:

[Non mi sarei mai aspettato di dover esplicitare che con Abramo e Isacco faccio riferimento a Timore e Tremore di Kierkegaard, e nello stesso momento vorrei rassicurare tutti quei sedicenti filosofi che non hanno colto il riferimento e che sono un po’ intolleranti e razzisti culturali verso chi pensa qualcosa di diverso, che se Dio mi parlasse, in prima battuta penserei a uno scherzo, se la cosa persistesse andrei da un Sacerdote che molto probabilmente mi consiglierebbe uno psichiatra bravo, anche se si trattasse di cose pie]

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