Giubileo alle Porte!

Giubileo alle Porte!

Manca davvero poco all’inizio ufficiale del Giubileo della misericordia che Papa Francesco inaugurerà martedì 8 dicembre con l’apertura della Porta Santa nella basilica di San Pietro e che proseguirà fino al 20 novembre del 2016. Anche 2duerighe.com ha deciso di seguire da vicino questo evento straordinario, che coinvolgerà non soltanto le mura vaticane e la città di Roma, ma che anzi interesserà la Chiesa sparsa nei cinque continenti e si intreccerà profondamente con le questioni nazionali e internazionali del nostro tempo. Lo faremo con una rubrica settimanale in cui, a partire dalle parole e dai gesti del Pontefice, proveremo ad approfondire i temi proposti alla luce della situazione del Paese e delle prossime sfide che ci attendono.

Per la verità il Papa – che non smette di stupire – ha già aperto ufficialmente la prima Porta Santa domenica scorsa nella cattedrale di Bangui, capitale dalle Repubblica Centrafricana – al termine del suo importante viaggio in Africa. Lo aveva annunciato durante l’Angelus dello scorso primo novembre, a sostegno dei «dolorosi episodi che hanno inasprito la delicata situazione» del Paese, e così è stato. «Oggi Bangui diviene la capitale spirituale del mondo – ha detto domenica scorsa Papa Francesco – l’Anno Santo della misericordia viene in anticipo in questa terra.» Una scelta, quella di aprire il Giubileo in un luogo diverso dalla basilica di San Pietro, che va letta nel solco del pontificato di Francesco, in cui, al centro dell’azione pastorale della Chiesa, si collocano le periferie di questo tempo, e che ha permesso al mondo intero di puntare i riflettori su una terra, quella africana, martoriata dalla guerra, dalla fame, dalla malattia e dalla povertà. C’è da scommettere che il tema della povertà, così come le numerose e diverse sofferenze che affliggono l’umanità, saranno presenze costanti nelle parole e nei gesti di Francesco, lungo questo anno giubilare, a testimonianza di quel desiderio di vicinanza della Chiesa al vissuto degli uomini che il Papa vuole sostenere e testimoniare. «In questo Anno Santo, potremo fare l’esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica» scrive il Pontefice nella bolla di indizione del Giubileo e, prosegue, «in questo Giubileo ancora di più la Chiesa sarà chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l’olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidarietà e l’attenzione dovuta.»

Intanto a Roma fervono gli ultimi preparativi. Il Prefetto Gabrielli, inaugurando nei giorni scorsi la sala operativa per il Giubileo, ha assicurato l’innalzamento del livello di sicurezza al 4°, il massimo, mentre si prevede nella capitale, sempre secondo le stime della Prefettura, una partecipazione di circa 100 mila persone alla celebrazione di inizio dell’Anno Santo. I riti di apertura della Porta Santa della basilica di San Pietro, trasmessi in mondovisione, inizieranno a partire dalle 9,30 e saranno preceduti dalla lettura di alcuni brani dei documenti conciliari – ricorre infatti martedì anche il cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II. Ma non sarà solo Roma a essere protagonista degli eventi giubilari: domenica 13 dicembre – altra novità introdotta da Francesco – saranno aperte le porte sante, chiamate appunto Porte della Misericordia – nelle Cattedrali di ogni diocesi e nelle altre chiese e santuari scelte dai vescovi sui territori. È la prima volta nella storia dei Giubilei che si aprono porte sante in tutte le diocesi: forse in questo Giubileo “decentrato” più che mai vivremo occasioni particolari proprio a livello locale, nei luoghi dove maggiormente può esserci occasione di sperimentare la misericordia. In questo senso si comprendono le scelte del Papa rispetto, ad esempio, ai detenuti che «nelle cappelle delle carceri potranno ottenere l’indulgenza e ogni volta che passeranno per la porta della loro cella» sarà come se attraversassero la Porta Santa, «perché la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà».

Ma quello che sta per cominciare sarà anche il primo Giubileo social della storia della Chiesa. L’organizzazione dell’evento, la cui regia è affidata al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, da tempo ormai ha avviato una presenza attiva sui principali media digitali, non solo Twitter e Facebook, ma anche attraverso canali video su Youtube e gallerie fotografiche su Instagram e Flickr: anche in queste scelte possiamo leggere il tentativo della Chiesa di farsi vicina alle persone, andando a mostrare una presenza significativa nelle piazze, anche digitali, abitate dagli uomini e dalle donne di oggi. Da tempo, ormai, è attivo il sito www.iubilaemumisericordiae.va, raggiungibile anche all’indirizzo www.im.va, disponibile in sette lingue, dove è possibile trovare tutte le informazioni ufficiali sul calendario dei principali eventi pubblici e le indicazioni per la partecipazione agli eventi con Papa Francesco.

Insomma, quello che sta per cominciare sembra essere davvero un Giubileo straordinario. E non solo perché non cade con la solita cadenza venticinquennale o perché è il primo ad essere “tematico”, in quanto legato espressamente al tema della misericordia. Molteplici sono le attese che porta con sé, non solo da parte dei fedeli. Papa Francesco ha mostrato al mondo il volto di una Chiesa accogliente e solidale che piace alla gente e di cui sentiamo il bisogno. Ma numerose sono anche le sfide che attendono questo anno. La lotta la terrorismo, quella terza guerra mondiale «a pezzi» che già si sta combattendo in molte parti del mondo, la povertà, la crisi di valori sono solo alcune delle piaghe che affliggono questo tempo e verso le quali, in questo anno, la Chiesa proverà a mostrare il volto misericordioso di Dio. «In questo Anno Giubilare la Chiesa si faccia eco della Parola di Dio che risuona forte e convincente come una parola e un gesto di perdono, di sostegno, di aiuto, di amore. Non si stanchi mai di offrire misericordia e sia sempre paziente nel confortare e perdonare». Ne abbiamo bisogno.

Maurizio Semiglia
@mauriziosem

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook