Siria, la lettera di Alex a Obama: «Porta Omran a casa mia»

Siria, la lettera di Alex a Obama: «Porta Omran a casa mia»

Nel testo Alex, sei anni, chiede di poter adottare Omran, il piccolo simbolo della crisi in Siria. Obama ha letto la lettera in un discorso all’#Onu

Ha sei anni e viene da Scarsdale, New York, e come molti bambini della sua età, Alex ha scritto una lettera indirizzata a Barack Obama. Ma il testo della sua lettera è rimbalzato per davvero alla Casa Bianca: il piccolo Alex ha infatti chiesto di adottare Omran, il bambino simbolo della guerra in Siria tristemente noto per una foto dell’agosto scorso che ha fatto il giro del mondo, simbolo della guerra in Siria.

«Ricordi quel bambino trasportato da un’ambulanza in Siria? Puoi portarlo a casa mia? Vi aspetteremo con bandiere, fiori e palloncini. Gli daremo una famiglia e sarà nostro fratello» scrive il piccolo nella lettera, spiegando che anche Catherine, la sua sorellina, sta facendo la sua parte raccogliendo giocattoli per il bambino della Siria.

Siria
La lettera scritta da Alex per Obama. Fonte: Npr.org

«Nella mia scuola – continua Alex nella lettera – ho un amico che viene dalla Siria, si chiama Omar. Glielo presenterò. Possiamo giocare insieme e insegnargli una nuova lingua come ho fatto con Aoto, che viene dal Giappone» conclude il bambino non prima di promettere che condividerà i suoi giocattoli con Omran insegnandogli anche la matematica.

Obama ha letto le parole di Alex al summit sui rifugiati da lui stesso voluto in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. «Dovremmo essere tutti come Alex – ha dichiarato Obama – Immaginate le sofferenze che potrebbero venire meno e le vite che potremmo salvare». Per l’inquilino della Casa Bianca il piccolo Alex è un esempio, perché «non ha imparato a essere cinico, sospettoso o pieno di paura».

Di seguito il testo integrale tradotto della lettera di Alex:

Caro Presidente Obama,

ricorda quel bambino trasportato su un’ambulanza in Siria? Per favore, puo’ prenderlo e portarlo a casa mia? Potrete parcheggiare nel vialetto o in strada e vi aspetteremo con bandiere, fiori e palloncini. Possiamo dargli una famiglia e sarà nostro fratello. Catherine, la mia sorellina, sta raccogliendo farfalle e aeroplani per lui. Nella mia scuola, ho un amico che viene dalla Siria, Omar. Glielo presenterò. Possiamo giocare tutti insieme. Possiamo invitarlo alle feste di compleanno e insegnargli un’altra lingua. Possiamo insegnargli anche l’inglese, come ho fatto il mio amico Aoto, che viene dal Giappone.

Per favore gli dica che suo fratello è Alex, un ragazzo molto gentile proprio come lui. Dal momento che verrà qui senza giocattoli, Catherine condividerà con lui il suo grande coniglio bianco dagli occhi blu. E io condividerò con lui la mia bicicletta e gli insegnerò a portarla. Gli insegnerò la matematica, le addizioni e le sottrazioni. E lui potrà odorare il lucida labbra di mia sorella Catherine. Lei non permette a nessuno di farlo.

Grazie mille! Non vedo l’ora che venite!

Alex, 6 anni

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