Red Bull Stratos: pubblicati i dati definitivi sul lancio supersonico di Baumgartner

LOS ANGELES, (USA) – Durante la sua caduta libera dal confine con lo Spazio, Felix Baumgartner ha raggiunto una velocità superiore alle stime iniziali: Mach 1,25. Questa statistica è solo una delle molte contenute nel rapporto dettagliato che racchiude i risultati di un’analisi lunga tre mesi condotta dal team scientifico di Red Bull Stratos e pubblicata oggi, martedì 5 febbraio 2013.

Tra i tanti risultati scientifici, inclusi i primi dati fisiologici mai registrati su un essere umano in caduta libera supersonica, alcuni hanno condotto alla revisione di alcune cifre del salto che ha reso possibile la raccolta di conoscenze utili per i futuri viaggi spaziali e che ha infranto numerosi record.

 

La velocità verticale record di Baumgartner è stata corretta a 1357,6 km/h (Mach 1,25) contro una stima iniziale di 1342,8 km/h (Mach 1,24). Mentre con l’aiuto di dati addizionali, l’altitudine del salto è stata rivista a 38.969,4 metri,  rispetto ai precedenti che la davano a 39.045 metri.

La scoperta più importante a seguito dell’analisi della missione è stata fin da subito evidente anche agli innumerevoli spettatori che hanno seguito l’evento in tutto il mondo. La caduta libera dell’avventuriero austriaco ha dimostrato che un essere umano dotato del giusto equipaggiamento e con una preparazione adeguata può superare in sicurezza la barriera del suono. Questo è un passo avanti fondamentale per l’industria aerospaziale, alla ricerca di soluzioni per la sicurezza dell’equipaggio e dei passeggeri dei viaggi spaziali commerciali ormai alle porte.

“Abbiamo dimostrato che un uomo in caduta libera, ritornando dal vicino spazio, può infrangere il muro del suono, attraversare una fase transonica e atterrare sano e salvoha dichiarato il Dott. Jonathan Clark, Direttore Medico del Red Bull Stratos. “Quella è stata una parte importante del programma e monitorare interamente la missione è stato un evento rilevante sia per la medicina aerospaziale sia per la fisiologia.

Il 23 gennaio 2013, la documentazione è stata ultimata dopo la valutazione inter pares privata chiamata Red Bull Stratos Scientific Summit presso il California Science Center e alla quale hanno preso parte astronauti della NASA, ufficiali dell’U.S. Air Force e rappresentanti delle compagnie aerospaziali commerciali come la Virgin Galactic, la Northrop Grumman, la SpaceX, la XCOR, la Sierra Nevada Corporation e altre. Sono stati rivelati anche i dati ufficiali che attendono l’ufficializzazione del record, inclusa la velocità ritoccata verso l’alto della caduta supersonica di Baumgartner.

Red Bull Stratos è stata una missione dal confine con lo Spazio dalla portata storica e nella quale Baumgartner, un BASE jumper professionista, ha coronato il sogno di una vita: saltare da una capsula a 39 chilometri dalla Terra, attaccata a un pallone di elio. L’austriaco è divenuto il primo uomo a superare la barriera del suono in caduta libera e, contemporaneamente, ha infranto numerosi altri record. Fin dai suoi albori, il progetto è stato strutturato come programma teso al miglioramento della comprensione medica e scientifica del comportamento del corpo umano durante il volo.

La pubblicazione delle scoperte avvenute durante la missione è il culmine dei cinque anni di sviluppo del programma e i contenuti variano dai progressi tecnici a quelli nella medicina e nella meteorologia. Le informazioni più attese dagli addetti ai lavori sono i dati della fisiologia di Baumgartner, come ad esempio i battiti cardiaci e la frequenza respiratoria sia durante l’ascesa sia durante la caduta libera.

Il monitoraggio della fisiologia di Felix ha fornito al team più di 100 milioni di dati, incluse le prime rilevazioni su un essere umano che viaggia a velocità supersonica. I nuovi dati rilasciati non solo includono la frequenza cardiaca e respiratoria, ma indicano anche le forze che Baumgartner ha dovuto sopportare durante i punti salienti della missione.

Il battito cardiaco di Baumgartner ha toccato un massimo di 185 battiti al minuto (bpm) nel momento in cui è uscito dalla capsula e si è mantenuto tra i 155 e i 175 bpm durante la caduta libera. Baumgartner, il cui battito durante il periodo di ossigenazione pre-lancio era tra i 40 e i 100 bpm, ha mantenuto la frequenza tra i 60 ed i 100 bpm durante l’ascesa, nel momento in cui ha toccato Mach 1,25 il cuore batteva a 169 bpm, durante la discesa col paracadute la frequenza si è mantenuta tra i 155 ed i 180 bpm, poi a 163 nel momento dell’atterraggio ed infine a 100 sull’elicottero che l’ha riportato al Controllo Missione. La sua frequenza respiratoria durante la caduta libera è stata tra i 30 ed i 43 respiri al minuto.

Baumgartner ha sperimentato 25,2 secondi di assenza di peso durante la prima parte della caduta libera. Successivamente, ha cominciato a ruotare su se stesso fino a 60 giri al minuto e il quarantatreenne si è trovato nella posizione di “flat spin” per circa 13 secondi, ma grazie alle sue abilità di skydiver è riuscito a stabilizzare la traiettoria.

Tutti i dati fisiologici si sono mantenuti nei parametri previsti, non superando mai i margini di sicurezza. Ad esempio, il misuratore di forza G indossato da Baumgartner non ha mai rilevato 6 secondi consecutivi a 3,5 G che avrebbero fatto aprire automaticamente il paracadute. Infatti, l’area che destava più preoccupazione, la regione cranica, non ha mai superato i 2 G durante la fase di avvitamento.

Baumgartner ha descritto così il suo volo attraverso il muro del suono: Ti sembra di galleggiare nello Spazio, ma poi cominci ad accelerare molto velocemente, ma non senti l’aria per via della bassa densità. Per circa 35 secondi non ho sentito l’aria attorno a me perché fondamentalmente non c’era. È una sensazione d’impotenza molto fastidiosa per uno skydiver professionista. Quando poi finalmente entri in uno strato di aria più densa, devi cercare di mantenerti perfettamente simmetrico, altrimenti cominci a girare com’è successo a me.“.

Tuta Spaziale e Paracadute

Tra i molti traguardi scientifici raggiunti dalla missione, possiamo ricordare: il riuscito sviluppo di una tuta pressurizzata e di un innovativo paracadute personale, lo sviluppo di nuovi protocolli per trattamenti medici, tra cui uno destinato ad essere un nuovo standard per i casi di embolia e l’introduzione di un sistema a paracadute “avvolto” per il recupero di carichi ad alta quota, del quale beneficeranno sia i passeggeri che le merci trasportate.

La tuta spaziale di Baumgartner è stata appositamente disegnata per garantire la mobilità necessaria a controllare la caduta libera e per migliorare la capacità visiva, il tracciamento GPS e la protezione termica.Sarebbe potuto andare sulla Luna con quella tuta e grazie a essa è potuto cadere a testa in giù ed essere comunque comodo all’internoha dichiarato Mike Todd, il life support engineer della Sage Cheshire Aerospace che ha personalmente vestito Baumgartner per ogni lancio.

Aggiornamento dei record

Dopo settimane di analisi successive alla missione, Brian Utley, Osservatore Ufficiale del Consiglio per le Gare ed i Record dell’Associazione Aeronautica degli Stati Uniti, ha potuto aggiornare i dati per il record del mondo attualmente in fase di revisione per la conferma da parte della Fédération Aéronautique Internationale, processo il quale normalmente richiede molto tempo:

Massima Velocità Verticale:* 1357,6 km/h / Mach 1,25

(Stima Precedente: 1342,8 km/h / Mach 1,24)

Massima Altitudine di Uscita (Salto): 38969,4 m

(Stima Precedente: 39045 m)

Distanza Percorsa in Caduta Libera Verticale:* 36402,6 m

(Stima Precedente: 36529 m)

*senza ancora galleggiante o dispositivi stabilizzatori

Utley ha sottolineato che l’altitudine del salto di Baumgartner è stata il 24 % più alta rispetto al precedente salto del 1960 eseguito da Joe Kittinger da 31333 metri. Ha confermato inoltre il tempo originale della caduta libera di Baumgartner, 4 minuti e 20 secondi e, infine, ha rilevato che il pallone aerostatico ha toccato i 39068,5 metri prima di scendere gradualmente mentre l’austriaco si preparava al salto, facendo di questa l’ascesa con equipaggio che ha raggiunto la maggior altitudine.

Utley ha puntualizzato che la categoria “Massima Velocità Verticale” è stata creata appositamente dalla FAI, fatto che dimostra ancora una volta la portata innovativa del programma Red Bull Stratos.

US Capsule Tour

Le migliaia di persone ispirate da Red Bull Stratos avranno la possibilità di conoscere l’avventura di Felix Baumgartner in un nuovo modo quest’anno grazie ad un tour educativo in tutti gli Stati Uniti della capsula e della tuta spaziale accompagnate da speciali presentazioni interattive della missione. Inoltre, questa primavera, è in programma un’esibizione della capsula e della tuta presso l’Hangar-7, a Salisburgo, Austria.

                                                                                                         In collaborazione con l’ufficio stampa della RedBull International

 

Manuel Giannantonio

6 febbraio 2013

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