Hiroshima, visita storica di Obama: dialogo per un mondo senza atomica

Hiroshima, visita storica di Obama: dialogo per un mondo senza atomica
Il presidente Obama in visita a Hiroshima

Il diritto alla vita e alla libertà “è un ideale per il quale battersi”: il presidente Usa Barack Obama, in visita a Hiroshima, dice che il mondo deve “prevenire le guerre attraverso la diplomazia” e lavorare per “raggiungere un mondo senza più l’atomica”. Diventato presidente nel 2009, Obama è stato insignito del premio Nobel lo stesso anno per il suo impegno a incoraggiare lo smantellamento degli armi atomiche, un auspicio espresso nel famoso discorso di Praga avvenuto sempre nel 2009. Per lui, da Praga a Hiroshima si chiuderà un cerchio.

OBAMA A HIROSHIMA: VISITA STORICA

Ancora una pagina di storia scritta da Barack Obama. Forse l’ultima prima del suo addio alla Casa Bianca? Obama è il primo presidente in carica degli Stati Uniti a visitare Hiroshima, a coronamento di uno storico viaggio che prima del Giappone lo ha portato anche ad Hanoi e ad Ho Chi Min, in Vietnam, tappe altrettanto simboliche. Cade così uno degli ultimi tabù per gli Stati Uniti, dopo la fine della guerra fredda con Cuba e il disgelo con l’Iran, e si rafforza l’eredità lasciata da Obama in politica estera. Ma la destra americana è già da tempo sul piede di guerra, definendo il decimo viaggio in Asia di Obama (dal 21 al 28 maggio) come una sorta di ‘apology tour’, il tour delle scuse, se si considera anche la guerra del Vietnam. L’ennesimo segno di debolezza – denunciano molti repubblicani – di un’amministrazione che hanno sempre accusato di mancanza di leadership e di essere prona verso i ‘nemici’ dell’America, Cina compresa. Ma il presidente – assicura Ben Rhodes, uno dei suoi più stretti consiglieri – non intende chiedere scusa per le bombe che posero rapidamente fine alla seconda guerra mondiale: “sarebbe un errore farlo”. Questo viaggio deve essere inteso più come un impegno solenne a smantellare gli arsenali nucleari presenti nel mondo e onorare le vittime della Seconda guerra mondiale.

“SETTANTUNO ANNI FA LA MORTE è ARRIVATA DAL CIELO E IL MONDO è CAMBIATO”

Oggi 27 maggio è in corso la visita storica: il presidente Barack Obama si trova ad Hiroshima, nella città rasa al suolo dalla bomba atomica sganciata dagli americani il 6 agosto di 71 anni fa. “La guerra nucleare ha raggiunto qui il suo picco peggiore” – ha detto il presidente che in precedenza ha deposto una corona di fiori, a suo nome, sul Memoriale della Pace.

Poi il discorso del presidente Usa si è spostato sulla necessità di prendere misure per far sì che i fatti di Hiroshima e Nagasaki non si ripetano: “Dobbiamo fare di più per evitare di soffrire di nuovo, tra pochi anni gli hibakusha (sopravvissuti all’atomica) non ci saranno più”. “Le sole parole non possono dare voce a quello che è accaduto, ma dobbiamo condividere e guardare la storia negli occhi e chiedere cosa dobbiamo fare per evitare di soffrire ancora” – ha continuato. “Un giorno queste forze e queste voci ci aiuteranno e tante sono anche le persone pronte ad ascoltarci – ha poi affermato. Ma la memoria, il ricordo del sei agosto 1945 non è mai abbastanza. Quel ricordo ci permette di andare avanti e soprattutto ci permette di immaginare quel che accadrà, ci permette di cambiare. E proprio sulla base di quella giornata abbiamo fatto delle scelte che ci hanno dato speranza”. Obama ha affermato che il mondo deve “prevenire le guerre attraverso la diplomazia” e lavorare per “raggiungere un mondo senza più l’atomica”. “Dobbiamo fare il possibile per distruggere gli armamenti o bloccare i fanatici dall’impadronirsi di questi armamenti. […] Ciò che è accaduto, l’immagine di un fungo nucleare, ci ricorda le contraddizioni umane. Nel giro di pochi anni sono morte 60 milioni di persone. […] Siamo qui e cerchiamo di immaginare il momento in cui questa bomba è caduta, pensiamo a cosa hanno provato i bambini…” – ha sottolineato il presidente.

“La visita del presidente Obama apre un nuovo capitolo per la riconciliazione dei rapporti tra Giappone e Stati Uniti” – ha dichiarato il premier nipponico Shinzo Abe nel discorso che ha seguito quello di Obama. Il premier ha accompagnato il presidente durante la visita al Parco della pace. Assieme i due leader hanno depositato le corone dei fiori davanti al Cenotafio, di fronte alla fiamma ardente. Poi Obama ha parlato davanti a una platea di circa 100 persone, tra cui le istituzioni cittadine di Hiroshima e Nagasaki e un gruppo di studenti delle scuole medie e università giapponesi.

Prima di Obama, la più alta carica degli Stati Uniti a visitare Hiroshima era stata l’allora presidente della Camera dei rappresentanti Nancy Pelosi nel 2008.

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