Monaco di Baviera. Paura in stazione, uomo uccide urlando «Allah Akbar»

Monaco di Baviera. Paura in stazione, uomo uccide urlando «Allah Akbar»

Terrore a Monaco di Baviera dove un uomo armato di coltello ha aggredito alcuni passanti uccidendo una donna e ferendo altre tre persone. Urlava «Allah Akbar».
Le autorità «movente politico islamista».

Stazione S-Bahn di Grafinger, ore 04:50. Un uomo armato di coltello aggredisce quattro persone, ne uccide una, un’altra è grave: durante la rapsodia urla «Allah Akbar», Allah è grande. Pericolo islamismo o episodio di follia? In attesa di chiarimenti da parte degli investigatori, il grido di battaglia dei soldati dello jihad ha fatto ripiombare la Germania nella paura.

Le indagini – L’aggressore è stato arrestato e identificato dalle autorità come Paul H., tedesco 27enne originario dell’Assia. Non sarebbe figlio di immigrati e non avrebbe avuto contatti con cellule islamiste. Secondo gli ispettori che stanno indagando sul caso, la pista della matrice jihadista è da accertare, ma non da escludere: se fosse confermato si tratterebbe del primo attentato in Germania di matrice jihadista. La polizia sta indagando sul movente del gesto apparentemente legato a «motivazioni islamiste» come affermato a caldo dal portavoce della procura di Monaco di Baviera. Gli inquirenti stanno seguendo in parallelo la pista «del disturbo mentale associato all’uso di droghe e alcol», ipotesi sostenuta anche dal ministero degli Interni della Baviera.

Rischio attentati – L’unica cosa certa è l’ombra dello jihad sulla Germania. Il Paese ha sventato 11 attentati di matrice islamista negli ultimi 15 anni e «L’idea che le persone entrino nella stazione e diventino vittime di un maniaco è terribile» scuote i tedeschi, come dichiarato da Angelika Obermayr, sindaco di Grafing. La vicenda ha provocato apprensione nella popolazione locale, preoccupata dall’allarme attentati: Monaco di Baviera è il terzo caso di aggressione di ispirazione Isis in Germania dallo scorso novembre. Il primo in ordine cronologico è accaduto a settembre, quando un iracheno di 41 anni in libertà condizionata per affiliazione con organizzazioni terroristiche, è stato ucciso dopo aver aggredito un agente a Berlino. Poi il 17 novembre, a ridosso della strage di Parigi, l’annullamento della partita tra Germania e Olanda ad Hannover ha portato la paura tra i tedeschi. E ancora il primo gennaio, quando nella stazione centrale della bavarese Pasing scattò l’allerta per «cinque o sette persone che volevano commettere attentati suicidi a Monaco di Baviera». Fino a marzo, quando un ragazzo 15enne di origine marocchina aveva ferito un poliziotto nella stazione di Hannover. La Germania sta quindi vivendo un periodo di forte preoccupazione legata agli attentati, ai quali si associano anche i pericoli del terrorismo neonazista: tre uomini e una donna legati all’estrema destra tedesca sono stati infatti arrestati il 13 gennaio scorso con l’accusa di pianificare stragi contro moschee e centri di accoglienza per profughi.

 

 

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