Si sentirà l’Eco

Si sentirà l’Eco

Scrittore, sociologo, esperto di comunicazione, filosofo e tante altre cose è stato Umberto Eco.

Intellettuale dalla vena comica, Eco nacque ad Alessandria il 5 gennaio del 1932, ed è deceduto alle 22:30 di ieri nella sua abitazione di Milano. A darne la notizia è stata la famiglia al quotidiano Repubblica.

I giornali di tutti il mondo lo ricordano. Per il New York Times era “un accademico da best seller che navigava in due mondi” e il Guardian lo descrive come “scrittore di best seller, e gigante della filosofia e il mondo accademico”. “Morto Umberto Eco, l’erudito che amava le enciclopedie”, scrive invece l’argentino El Clarin. Ma a ricordare Eco sono anche mondi più lontani. “E’ morto Umberto Eco, l’autore che ha incuriosito, fatto scervellare e deliziato i lettori di tutto il mondo”, scrive in India l’Hindustan Times.

Un ricordo arriva anche dal Premier Matteo Renzi che parla di lui come un“esempio straordinario di intellettuale europeo”. “Univa una intelligenza unica del passato a una inesauribile capacità di anticipare il futuro”. “Una perdita enorme per la cultura, cui mancherà la sua scrittura e voce, il suo pensiero acuto e vivo, la sua umanità”, ha poi aggiunto.

Tra i suoi maggiori successi letterari ‘il nome della rosa’del 1980, “Libro che odio e che dovreste odiare anche voi”, diceva Eco, spiegando che “ho scritto altri romanzi molto più belli, ma tutti parlano del primo. Anche quando esco con un nuovo romanzo aumentano le vendite del primo. Immagino che debba essere perché chi va il libreria dica ‘Ah guarda c’è il nuovo libro di Umberto Eco, ma sai che non ho letto nemmeno il primo libro?’ E allora finiscono per comprare il primo che costa ormai la metà del prezzo di partenza”.

Ad ogni modo -odiato o meno- Il nome della Rosa, oltre ad essere l’ispirazione per l’omonimo film di Jean Jacques Annaud, fu una scommessa con l’editore Bompiani: Eco scommise che anche in una società di massa si potesse scrivere un besteller. Il libro ha venduto 12 milioni di copie ed è stato tradotto in cento lingue. Vinse, decisamente.

Nel 1988 pubblica il suo secondo romanzo, Il pendolo di Foucault, mentre successivi sono L’isola del giorno prima (1994), Baudolino pubblicato nel 2000, La misteriosa fiamma della regina Loana del 2004 e Il cimitero di Praga del 2010.

Ma oltre ai romanzi, Eco durante la sua vita ha prodotto innumerevoli scritti di ogni genere. Dai saggi, agli articoli di giornali, dai vademecum su “come deve essere scritta una tesi di laurea” alle teorie sulla comunicazione.

Uno e centomila, anche questo era Umberto Eco. Un nome con in seno il destino delle sue parole. Quelle stesse parole che nel tempo faranno da guida con il genio che l’ha contraddistinto.

Si sentirà l’Eco, si sentirà eccome.

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