La famiglia sia scuola di comunicazione. Messaggio di Papa Francesco per la giornata delle comunicazioni sociali.

La famiglia sia scuola di comunicazione. Messaggio di Papa Francesco per la giornata delle comunicazioni sociali.

papa-francesco-1-620x480Alla vigilia della festa di San Francesco di Sales (patrono dei giornalisti), Papa Francesco ha pubblicato il messaggio per la 49° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, sul tema comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore. Sulla scia del recente Sinodo straordinario dei vescovi e in vista del prossimo Sinodo ordinario, previsto per ottobre 2015, il Papa ritorna sul tema della famiglia, declinato nel messaggio come il primo luogo dove l’uomo impara a comunicare.

La famiglia, dice il pontefice, è il luogo dove si impara a convivere nella differenza. Differenze di generi e di generazioni, che comunicano prima di tutto perché si accolgono a vicenda, perché tra loro esiste un vincolo. E più largo è il ventaglio di queste relazioni, più sono diverse le età, e più ricco è il nostro ambiente di vita. In un epoca di comunicazione ipertecnologica, il Papa ci richiama ai piccoli gesti quotidiani ricordando che la famiglia è soprattutto la capacità di abbracciarsi, sostenersi, accompagnarsi, decifrare gli sguardi e i silenzi, ridere e piangere insieme, tra persone che non si sono scelte e tuttavia sono così importanti l’una per l’altra, a farci capire che cosa è veramente la comunicazione come scoperta e costruzione di prossimità.

Un monito importante è poi rivolto ai mezzi di comunicazione, definiti strumenti irrinunciabili, in particolar modo per i giovani: tali strumenti possono sia ostacolare che aiutare la comunicazione in famiglia e tra famiglie. La possono ostacolare se diventano un modo di sottrarsi all’ascolto, di isolarsi dalla compresenza fisica, con la saturazione di ogni momento di silenzio e di attesa. La possono favorire se aiutano a raccontare e condividere, a restare in contatto con i lontani, a ringraziare e chiedere perdono, a rendere sempre di nuovo possibile l’incontro. La sfida che oggi ci si presenta è, dunque, reimparare a raccontare, non semplicemente a produrre e consumare informazione. E’ questa la direzione verso cui ci spingono i potenti e preziosi mezzi della comunicazione contemporanea. L’informazione è importante ma non basta, perché troppo spesso semplifica, contrappone le differenze e le visioni diverse sollecitando a schierarsi per l’una o l’altra, anziché favorire uno sguardo d’insieme.

di Maurizio Semiglia

Twitter: @mauriziosem

24 gennaio 2014

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